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Livorno

«Pazienti con l’ictus senza posto letto»

«Pazienti con l’ictus senza posto letto»

L’allarme del Fials contro la riorganizzazione del servizio di riabilitazione: «L’Asl nega terapie fondamentali ai cittadini»

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LIVORNO. «L'Asl deve garantire i venti posti letto previsti per la riabilitazione di pazienti in fase acuta». Il Fials tuona contro il progetto di riorganizzazione dell'attività riabilitativa che l'Asl 6 sta prospettando in queste ultime settimane alle organizzazioni sindacali. Una revisione che comporterebbe - lo ricordiamo - il trasferimento all'interno del terzo padiglione dell'ospedale di tutte le attività di riabilitazione finora suddivise tra il distretto di via San Gaetano e due zone dell'ospedale (terzo e settimo padiglione). Previsto anche un cambiamento degli orari, visto che i percorsi di riabilitazione, finora attivati la mattina, saranno spalmati su 12 ore (dalle 7,30 alle 19,30). Ecco, l'intera riorganizzazione proposta da Asl non è ben vista dal Fials. E in verità neppure dagli altri sindacati, come dimostrano anche i toni accesi del confronto Asl-organizzazioni sindacali che si è svolto mercoledì pomeriggio per fare il punto sul servizio di riabilitazione.

Il Fials, che ha anche comunicato ufficialmente la sua contrarietà alla riorganizzazione con una lettera a direttore sanitario e direttore amministrativo dell'Asl, contesta il metodo adottato dall'azienda «che non si può limitare - scrive il Fials - all'informazione ma deve realizzare con il sindacato l'esame congiunto dei contenuti e la contrattazione sui temi inerenti il rapporto di lavoro e gli orari dei lavoratori».

Un altro punto su cui Fials basa la protesta interesa direttamente la qualità dei servizi ai cittadini. «È fondamentale spiega Ferrucci, segretario Fials - che l’Asl garantisca, anche a Livorno, i venti posti letto per pazienti ex codice 56, ossia persone con danni neurologici gravi (ad esempio ictus) che hanno diritto a tre ore al giorno di riabilitazione. Non solo l’azienda non assolve a questo obbligo, ma la riorganizzazione delle medicine in un “grande contenitori” e la chiusura di neurologia rendono più difficile qualsiasi intervento di riabilitazione in fase di degenza».

Così il maggior sindacato della sanità si scaglia contro il progetto di revisione dei servizi di riabilitazione: «È privo di qualsiasi presupposto migliorativo a livello funzionale. Non accettiamo che un settore così importante sia soggetto a una riorganizzazione che peggiora la qualità delle prestazioni sanitarie ai cittadini per l’inadeguatezza dei locali anche in termini di sicurezza e privacy. Nei fatti Asl va a dimezzare la quantità di servizi di riabilitazione, con un intervento che trascura completamente quelli che sono i reali bisogni della popolazione».

Un trasferimento, quello della riabilitazine, che secondo il Fials servirà ad ingrossare le fila dei cittadini che si rivolgono alla sanità privata.

Anna Cecchini

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