Il Tirreno

Livorno

Cosimi annuncia: taglieremo i servizi

di Juna Goti
Cosimi annuncia: taglieremo i servizi

Il sindaco alla città dopo l’ok al decreto: perdiamo 5,3 milioni, servono scelte dolorose anche contro la nostra tradizione

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Detto tutto d’un fiato e con fare ragionieristico misto a parole inglesi suona così: la Spending review è legge, il parlamento l’ha approvata ed entro dicembre il Comune dovrà tagliare di altri 5,3 milioni di euro il bilancio di previsione approvato a giugno. Se i numeri, per ora, dicono poco, diranno i tagli annunciati ieri mattina (per settembre) da Palazzo Civico, con il sindaco Alessandro Cosimi e l’assessore Valter Nebbiai che hanno fatto capire senza troppi giri di parole che niente sarà immune dalla sforbiciata: andrà rivisto tutto, anche il sistema di welfare e i tre punti cardine dell’amministrazione - scuola, sociale, cultura - mentre l’Imu per le famiglie salirà comunque fino al 5.6 per mille (c’è un impegno a non portarla al 5.8, come era stato previsto, ma ancora nessuna garanzia).

Affiancato dal dirigente Nicola Falleni e dal segretario generale, Antonio Salonia, Cosimi parla di «criticità senza precedenti per i Comuni». E per la prima volta si rivolge alla città annunciando che «ci saranno da fare scelte dolorose, non in sintonia con la tradizione di questo territorio, che nei servizi alla persona ha da sempre individuato il proprio tratto distintivo». Insomma, salgono le tasse, come quella sulla casa, ma si riducono i servizi.

«Non sarà più possibile – ribadisce Cosimi – garantire quello avevamo messo a bilancio a inizio estate: sarà necessario comprimere alcuni servizi, ricontrattando tutto quello che è ricontrattabile: la coesione sociale garantita dagli enti locali non potrà più reggere i livelli degli anni precedenti». «Vogliamo informare i cittadini – chiosa – che l'amministrazione quest'anno non conosce pausa estiva, ma è al lavoro per essere pronta, alla ripresa dei lavori del consiglio comunale, a relazionare sugli effetti del decreto, anche alla luce dell'andamento della riscossione Imu, che oggi ammonta a 16.788.260 euro. Chiederemo al consiglio – sottolinea – di esprimersi con chiarezza su cosa tagliare: dovremo trovare 5,3 milioni tra il 30 giugno e il 31 dicembre».

L’approvazione dei bilanci da parte dei Comuni è stata posticipata al 31 ottobre, quando più della metà dell’anno se ne sarà già andata. Da dove nasce quello squilibrio di 5,3 milioni con cui dovrà fare i conti Livorno? Circa 2 milioni sono i mancati trasferimenti dallo Stato per effetto della Spending review, gli altri dipendono dalla non corrispondenza tra l’incasso Imu previsto dal ministero (inserito comunque in bilancio con l’accertamento convenzionale) e le reali entrate. La forbice è frutto anche dal fatto che a Livorno ci sono oltre 6mila case popolari e il Comune, ovviamente, non chiede il conto a se stesso sulle case (un conto che vale oltre 3milioni che il governo si sarebbe impegnato a coprire). «Così – aggiunge Cosimi - gli enti che garantiscono più servizi sono anche i più penalizzati».

Il sindaco arriva a pronunciare la parola «umiliazione». «Perché il nostro – dice – è un Comune sano, con un basso livello di indebitamento, che non ha mai sforato il patto di stabilità (decidere di farlo da soli, come segnale politico, sarebbe un dramma per la città): non è mai ricorso con il tesoriere ad anticipazioni di cassa e anche ora continua a non avere problemi di liquidità: allo stato attuale non sono in discussione gli stipendi dei dipendenti, come in altri Comuni». Attenzione però: i 13.830.197 milioni che sono nelle casse del palazzo, vincolati dal patto di stabilità, non devono far pensare che in termini di pagamenti sia tutto ok. I fornitori tremano: le fatture emesse dopo marzo dalle ditte che hanno fatto lavori pubblici sono bloccate. In tutto 4 milioni di euro che il Comune non pagherà fino a quando non riscuoterà nuovi oneri di urbanizzazione, anche quelli bloccati dalla crisi del mattone.

A oggi, dall’amministrazione non fanno sapere cosa sarà tagliato con certezza. Si sa solo quanto. E si sa che il taglio «non sarà lineare ma selettivo, cercando di salvaguardare il più possibile il welfare». Il bilancio del Comune vale 153 milioni: 53 sono intoccabili perché servono a pagare i dipendenti. Cosimi, parlando di quello che è stato garantito fino a oggi e che ora rischia finire nel calderone per essere quantomeno «ristrutturato», cita di tutto: dalle mense scolastiche al Goldoni, passando per le manutenzioni stradali. Un assaggio di quello che sarà la Spending review 2, con altri 12,5 milioni in meno tra il 2013 e il 2014. Nebbiai denuncia il «disegno politico di ridimensionamento degli enti locali» e si lascia scappare che «facciamo gli amministratori nel peggior periodo dal dopoguerra a oggi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca