Gioco
Sede e orari nuovi Riabilitazione caos
Cisl sanità sul piede di guerra contro la riorganizzazione prevista dall’Asl: turni concentrati, ci rimettono i cittadini
LIVORNO. Rivoluzione dei servizi di riabilitazione dell’Asl 6. L’attività, che finora era suddivisa tra il distretto di via San Gaetano e due zone dell’ospedale (terzo e settimo padiglione), da ottobre sarà infatti concentrata all’interno all’interno del terzo padiglione. Cambiano anche gli orari, visto che i percorsi di riabilitazione, finora attivati la mattina, saranno spalmati su 12 ore (dalle 7,30 alle 19,30).
Una riorganizzazione, questa prospettata dall’Asl, che i sindacati contestano fortemente e che sarà discussa oggi pomeriggio in un faccia a faccia con l’azienda sanitaria.
«Questa riorganizzazione - dice Francesco Redini, Cisl Fp - interesserà i cittadini di Livorno e provincia. Per quanto riguarda il servizio a Livorno, sarà concentrato tutto in metà del terzo padiglione, piano terreno». Secondo la Cisl questo trasferimento comporterà grossi disagi per i cittadini e anche per i dipendenti.
«Al terzo padiglione - dice ancora Redini - ci sono solo tre o quattro stanze, ci sarà sovrapposizione utenti e personale, con compresenza eccessiva. È evidente che si verrà a creare un caos».
Redini fa esempi concreti: «C’è il rischio che alcuni servizi di riabilitazione vengano fatti nel tardo pomeriggio, cià signofica dover muovere un malato neurologico alle 18 di sera in inverno. È un problema, anche per i trasporti fatti con le ambulanze. Mi chiedo se riusciranno le associazioni di volontariato a gestire questi trasferimenti».
Cisl insiste anche sul fatto che «l'estensione del servizio (sulle dodici ore) è solo finalizzata a fare i doppi turni utilizzando gli stessi spazi, concentrando più utenti e più operatori sugli stessi spazi, con un servizio che in termini qualitativi peggiorerà. Di certo ci sarà riduzione della privacy per i cittadini. Un utente che magari necessita di interventi professionali diversificati (fisioterapista, logopedista) che prima poteva passare da una stanza all'altra perché gli operatori erano compresenti, adesso forse dovrà venire al mattino da uno e al pomeriggio da un altro. Teniamo presente che parliamo di utenti con serie patologie che riguardano il movimento, la comprensione, la comunicazione. Invece di riorganizzare le cose che non vanno si va a mettere le mani sulle cose che funzionano come nel caso dei laboratori di analisi».
La speranza della Cisl è che dal confronto di oggi tra l’Asl 6 e i rappresentanti sindacali arrivino «risposte serie, credibili e anche la disponibilità a tornare indietro su ciò che ad oggi sembra assurdo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google