Il Tirreno

Livorno

In Toscana si tentano tre maxi province

di Carlo Bartoli
In Toscana si tentano tre maxi province

Il governo a novembre potrebbe modificare i criteri. Domani in Regione la prima riunione per decidere la nuova geografia

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FIRENZE. La Spending review è legge e la Toscana inizia subito, a partire da domani pomeriggio la corsa a rotta di collo per definire la proposta che prima il Consiglio delle Autonomie dovrà mettere a punto e poi la Regione dovrà inviare al governo entro metà ottobre.

La nuova legge mette un cappio alla Toscana, a causa dei vincoli eccessivamente rigidi che rischiano di trasformare il mosaico delle vecchie Province in una specie di Porcellum istituzionale con una grande Provincia a sud (Siena-Arezzo e Grosseto), una costiera (Livorno e Pisa) e una mega Provincia che va da Prato a Massa, passando per Pistoia e Lucca, mentre Firenze verrebbe trasformata in una Città metropolitana.

Di fronte a queste prospettive, un primo risultato positivo è arrivato martedì, quando il governo ha fatto proprio un emendamento, poi approvato dall’aula, proposto da alcuni parlamentari toscani (Fontanelli, Realacci e Gatti) «che impegna il governo - spiega Paolo Fontanelli - a considerare l’opportunità di adottare delle norme in grado di rafforzare il ruolo delle Regioni nel riordino delle Province». La Toscana comincia dunque a passo di carica il percorso, tanto che già giovedì pomeriggio il Consiglio regionale si riunirà in seduta congiunta con il Consiglio delle autonomie locali. Nella riunione verrà nominata la commissione di quindici saggi che potrebbe affiancare il Consiglio delle autonomie locali e il Consiglio regionale nello sforzo di giungere a una soluzione condivisa che possa cercare di forzare le maglie della spending review. Fatto sta che la prima mossa toccherà comunque al Cal, che è presieduto dal sindaco di Pisa Marco Filippeschi ed è composta da 50 tra sindaci e presidenti di Provincia. Subito dopo Ferragosto partirà un percorso di consultazioni che porterà alla presentazione di una o più proposte di riordino. Poi la palla passerà alla Regione che, come spiega l’assessore Riccardo Nencini, confida nel fatto che in extremis il governo possa con un decreto attenuare la rigidità dei criteri individuati. L’obiettivo sia di Nencini che di Filippeschi è quello di giungere a una grande convergenza sulla proposta di Enrico Rossi che vede tre Aree vaste, una delle quali ha al suo interno una Città metropolitana costituita da Firenze e i Comuni confinanti.

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