Il Tirreno

Livorno

Effetto Venezia pensa già al futuro «Basta salti mortali»

di Cristiana Grasso

Ora si punta alla Fondazione. Primo bilancio di Cosimi «È andata benissimo, ma i problemi finanziari restano»

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LIVORNO. Non sono passate neanche dodici ore da quando è calato il sipario sull’ultimo spettacolo, (l’Elisir d’Amore che domenica ha chiuso la festa in piazza XX settembre) e già è tempo di tirare le somme di questo EffettoVenezia numero 27, messo in piedi a tempo di record dopo i vari allarmi-cancellazione lanciati dal Comune messo alle strette dai tagli. Alla fine Effetto Venezia invece si è fatto, i circa 470mila euro sono stati messi insieme anche grazie all’impegno di molti soggetti privati, e in Comune si canta vittoria perché comunque tutto è filato liscio, i visitatori sono stati tanti (più o meno quelli dello scorso anno), il sito web ha registrato moltissimi contatti.

Primo bilancio quindi ieri mattina in Comune con il sindaco Cosimi, l'assessore alle culture Tredici, l'assessore al commerciio, il direttore artistico Mario Menicagli e i rappresentanti dei vari uffici che hanno lavorato per la manifestazione. «Una bella e affollata edizione - dice Cosimi - ottima la scelta di gemellarci con la Grecia, grande affulenza agli spettacoli, compresi quelli a pagamento». E il futuro? «Il Comune non vuole certo rinunciare a un contenitore culturale e popolare come Effetto Venezia ma non posso nascondere la preoccupazione per la situazione finanziaria dei Comuni.Se il Parlamento e il Governo - ha proseguito -si ostinano a voler escludere la cultura dalle funzioni fondamentali dei Comuni è evidente che le difficoltà aumenteranno. Noi siamo convinti del contrario e cioè che i Comuni debbano avere un ruolo importante nella cultura. Certo è che Livorno non può perdere una manifestazione come questa. Le collaborazioni sviluppate quest'anno - ha concluso - sia da parte dei privati che di altri Enti pubblici, sono una buona premessa affinché Effetto Venezia si strutturi maggiormente per continuare ad allietare le estati livornesi».

E quello del coinvolgimento dei privati è un tasto su cui batte anche l’assessore Tredici: «Se quest’anno siamo riusciti a mettere in piedi un’edizione che comunque ha mantenuto un alto standard qualitativo - dice Tredici - è stato anche grazie all’impegno economico di soggetti privati che siamo riusciti a coinvolgere. Il prossimo passo deve essere la costituzione di una Fondazione che comprenda sia il privato che il pubblico e che coordini tutti gli eventi livornesi, un progetto che è culturale ma anche imprenditoriale e che dovrebbe rilanciare l’immagine della nostra città. Abbiamo delle potenzialità enormi, penso a Effetto Venezia ma anche alla tradizione remiera, a quella artistica. Quest’anno siamo riusciti mantenere in cartellone tutti gli eventi dell’estate livornese, ma dobbiamo guardare ancora più avanti, concepire queste manifestazioni come un volano per la nostra economia».

E se comunque anche questo Effetto Venezia organizzato in meno di un mese ha funzionato è stato anche grazie all’impegno degli uffici legati all’evento e ai volontari, ragazzi ingaggiati dal Comune e inquadrati in un progetto di formazione professionale che ha già dato i suoi frutti visto che un gruppo di “ex” volontari quest’anno ha ricevuto anche un compenso. Ringrazia tutti anche menicagli («Abbiamo lavorato con poche risorse e molta ansia, il successo vale ancora di più e il contributo dei ragazzi e degli uffici è stato fondfamentale» mentre sull’unica ombra che si è profilata sulla kermesse, il blitz di Finanza e Ispettorato del Lavoro, l’assessora Bernardo è chiara : «A parte che le infrazioni individuate sono state pochissime rispetto a tutte le attività in funzione, è chiaro che le regole vanno rispettate. Magari qualcuno non si era informato bene in merito alla regolarizzazione del personale, ma purtroppo le regole valgono per tutti e spero che in futuro tutti quelli che vogliono partecipare all’evento con le loro attività si informino bene».

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