Gioco
Livorno in festa per Baldini, medaglia d'oro nel fioretto a squadre
Ottime prove del fiorettista livornese che ha chiuso l'ultimo assalto contro il Giappone battuto per 45 a 39
La squadra azzurra di fioretto maschile ha vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Londra2012. Il fiorettista livornese, Andrea Baldini, ha portatogli azzurri alla vittoria: sue le ultime stoccate vincenti grazie alle quali è stato possibile battere il Giappone per 45 a 39. Insieme a Giorgio Avola e Andrea Cassarà (Valerio Aspromonte, impiegato ai quarti, riserva), Andrea Baldini ha portato l'Italscherma alla conquista del terzo titolo e del settimo podio di questa edizione dei Giochi. Per i colori azzurri, invece, è la 14esima medaglia, la sesta d’oro.
IMMAGINI Gli azzurri "infilzano" la medaglia d'oro
Con questo ennesimo successo la scherma azzurra lascia Londra e torna a casa, dopo aver rimpinguato - come da tradizione - la cassaforte di allori olimpici, arrivato oggi a 121 medaglie che pongono questa disciplina sul tetto dello sport italiano. Alla vigilia la speranza era che Londra 2012 ripetesse gli exploit di Pechino (2 ori e 5 bronzi), Sydney 2000 (tre ori e due bronzi) e Atene 2004 (2 ori, 2 argenti e 1 bronzo): con 3 ori due argenti e due bronzi è andata perfino meglio.
Baldini, c'è anche la mia stoccata. «Sono emozionatissimo, siamo contentissimi, perchè la medaglia d’oro era l’obiettivo che inseguivo da tanto tempo». «È bello – aggiunge – siamo contenti e forse domani capiremo cosa abbiamo combinato oggi. La mia avventura a Londra era cominciata in salita, con l’accredito che non si trovava, poi si è messa bene». Così Andrea Baldini, ai microfoni di Sky commenta l’oro nel fioretto a squadre. «Non ci aspettavamo una resistenza così estenuante da parte dei giapponesi – le parole di Giorgio Avola – La mia scherma ne ha sofferto, ma il mio 1+1 è stato significativo. Nel punteggio c’è anche la mia stoccata. Ancora non ci credo». Valerio Aspromonte gli fa eco: «Davvero i giapponesi ci hanno creato problemi, non ce li aspettavamo così insistenti. Una botta alla volta e stavano sempre lì, poi finalmente abbiamo preso il largo e conquistati un vantaggio che ci è bastato fino alla fine». Chiude Andrea Cassarà che ricorda come «il nostro gesto scaramantico dell’otto ci ha portato bene: ho conquistato il titolo e lo difendo ancora».
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