La protesta
Via Aurelia, la prostituzione dilaga
Decine di giovanissime tra Torre del Lago e Pisa: a poco sono servite le ordinanze del sindaco
di Antonio Valentini
La notte diventano una sequenza ininterrotta. I fari delle auto le illuminano impietosi, incrociando i loro occhi fissi e ancora bambini. Perché loro, le prostitute e le trans che per una quindicina di chilometri popolano la via Aurelia dalla rotatoria di Torre del Lago fino all’ingresso sulla superstrada all’altezza della Darsena Pisana, se pensano alla loro età adulta la vedono persa in un futuro lontano. Sì e no avranno vent’anni e l’esuberanza fisica che a quell’età non si nega a nessuno.
Per aggirare gli effetti dell’ordinanza emessa da tre comuni - Pisa, San Giuliano e Vecchiano -, le prostitute e le trans hanno preso ad assemblarsi nei distributori self-service. È uno dei tanti trucchi dello sconfinato repertorio italico sull’arte di arrangiarsi in ogni circostanza e a dispetto di ogni cosa sappia di regola o disposizione: come distinguere l’automobilista fermo per il pieno dal cliente che contratta una prestazione e che per questo rischia una multa da 300 euro nonché la confisca del mezzo? I controlli sono più difficili di sempre, poiché gli agenti devono andare a colpo sicuro, senza sbagliare. In caso contrario si scadrebbe nel paradosso di punire chi è innocente.
Ma è certo che l’affollamento della via Aurelia tra la Darsena Pisana e il confine tra i comuni di Vecchiano e Viareggio, è la rappresentazione inequivoca che l’ordinanza emessa ai primi di giugno e valida fino al 30 settembre, non ha avuto il risultato di eliminare la prostituzione dalle strade.
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