Il dolore
«Cacciati da Bacci per i nostri dubbi»
LIVORNO. «Non si può pensare che la giunta decide e chi non si allinea è fuori dalla maggioranza: siamo stati cacciati in malo modo, non ci sono precedenti simili, porteremo il caso in Regione». A...
LIVORNO. «Non si può pensare che la giunta decide e chi non si allinea è fuori dalla maggioranza: siamo stati cacciati in malo modo, non ci sono precedenti simili, porteremo il caso in Regione». A parlare, dalla stanzetta del circolo di via Curiel, a Stagno, sono i rappresentanti di Sinistra Ecologia e Libertà, versione colligiana: il coordinatore di Collesalvetti, Enzo Bandini, gli iscritti Pasquale Camacci, Franco Rossi e Valerio Cartei.
Con loro il segretario provinciale, Andrea Ghilarducci, per discutere la cacciata di Sel dalla maggioranza che sostiene la giunta Bacci, dopo l’interrogazione in consiglio regionale di Mauro Romanelli. Un’interrogazione sulla variante urbanistica del Comune colligiano per destinare il 40 per cento delle aree produttive dell’Interporto di Guasticce ad attività manifatturiere e commerciali. «La variante – si legge nell’atto firmato da Romanelli – appare in contraddizione con lo statuto della società Interporto e con le finalità logistiche e retro portuali del porto di Livorno, così come sostenuto dall’accordo di programma per lo sviluppo dell’area costiera Pisa - Livorno del 2007, firmato anche dalla Regione».
L’interpellanza evidentemente ha mandato su tutte le furie il sindaco Lorenzo Bacci, che ha fatto dello sviluppo del Vespucci uno dei punti cardine del suo mandato. «Che siamo stati cacciati dalla maggioranza – si infuriano i rappresentanti di Sel - lo abbiamo saputo quando abbiamo aperto il Tirreno e abbiamo letto la nota a firma di Pd, Idv e Federazione della sinistra. È stato un atto unilaterale, se questo è il comportamento consono a una coalizione che vuole governare...». «È curioso – azzarda Ghilarducci – che Bacci, che è notoriamente un simpatizzante di Renzi, butti fuori Sel proprio nel giorno in cui Bersani e Vendola annunciano l’intesa».
Nel merito i vendoliani sottolineano che «da mesi chiediamo chiarimenti sulla variante, in particolare chiediamo certezze sui finanziamenti che sono stati dati negli anni dallo Stato e dall’Europa (non ultimi i 26 milioni in era Matteoli) per lo sviluppo logistico: cambiare la destinazione dell’area può creare problemi?». In più, riprendono, «non si possono fare scelte a livello di campanile e non in un’ottica di area vasta: Colle ha fatto questa importante variante mentre Livorno si avvia a mettere mano al piano strutturale e al piano regolatore del porto, e Pisa il suo retroporto lo sta realizzando da tempo». «Abbiamo posto dubbi legittimi – chiudono – e siamo stati cacciati: ormai a Colle si respira un atteggiamento di insofferenza che non facilita il confronto». I vendoliani chiamano in causa anche gli alleati di Idv, ricordando che «Andrea Romano ci aveva garantito che si sarebbe opposto alla nostra uscita. Così ecco che la nota di Romano e di Enrico Celanti (responsabile Idv Colle) non si è fatta attendere. «Riguardo alla cosiddetta uscita di maggioranza di Sel a Collesalvetti – scrivono i due dimenticandosi forse che il documento della cacciata porta la firma anche del partito che rappresentano, Idv intende precisare che nel merito condividiamo la posizione di sostegno all'idea dello sviluppo industriale fortemente collegato alla logistica e al ruolo del porto e dell'interporto. La posizione del sindaco e dell'amministrazione colligiana di portare avanti un'idea di cambiamento del ruolo dell'interporto può rappresentare un’occasione di sviluppo e di integrazione maggiore del territorio colligiano». «Nel metodo – continuano – rimaniamo convinti che le maggioranze si formano in occasione del confronto elettorale e non si sfanno per decisione unilaterale di alcuni che si ritengono azionisti di maggioranza. Ricordiamo che il sindaco Bacci è stato eletto anche con i voti di Sel e Idv». «Idv – chiudono – si riserva di approfondire con Sel le ragioni di un disagio e di una riflessione a nostro avviso insufficiente e auspica che Sel continui a dare il suo contributo alla elaborazione politica colligiana».
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