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Totani al posto dei polpi maxisequestro al Penny
Frode alimentare: sigillati 600 chili di prodotti, via dal mercato 7,5 tonnellate Indagati i vertici della società, indagini anche nella ditta produttrice in Spagna
LIVORNO. La foto sulla confezione da «tre lattine di octopus in olio d’oliva» è di quelle che mette l’acquolina in bocca: un piatto con dentro una porzione abbondante di insalata di polpo guarnita con una foglia di prezzemolo. Anche il prezzo era più che concorrenziale visto che veniva messo in vendita al pubblico tra i «quattro e i cinque euro».
Solo guardando sul retro del cartone e scritto «in un carattere più piccolo e in lingua straniera» l’avviso al consumatore che all’interno del prodotto è presente il “calamar de humboldt”, una particolare specie di totano gigante, più economica rispetto al polpo e che vive nel Pacifico.
È una presunta frode alimentare quella che gli uomini della sezione mare e pesca della Guardia costiera di Livorno hanno scoperto sugli scaffali dei supermercati con il marchio Penny market.
Seicento i chili sequestrati solo in Toscana, molti dei quali nel centro di distribuzione che la catena ha ad Altopascio, altre otto tonnellate, invece, sono state ritirate dal mercato nazionale. Indagati dalla procura di Lucca i vertici del Penny. «Per il momento – spiegano gli investigatori – nomi e numero delle persone destinatarie di un avviso di garanzia sono coperte dal segreto». Mentre sono in corso degli accertamenti con la polizia spagnola per verificare la posizione della ditta che ha messo il prodotto sul mercato.
L’inchiesta è partita alcune settimane fa da Livorno quando gli uomini della guardia costiera hanno effettuato alcuni controlli in altrettanti supermercati con il marchio Penny per verificare la regolarità dei prodotti in vendita.
«Abbiamo rinvenuto presso una delle filiali delle scatolette di polpo con imballaggi da tre, in cartone, confezionati da una ditta spagnola, riportanti la denominazione di vendita “Polpo in pezzi”. Ingredienti e fotografie del prodotto indicavano ai consumatori la specie “polpo” quale unico contenuto ittico delle confezioni».
Ad insospettire i militari sulla probabile frode, però, è stata la scritta sull'involucro in caratteri molto ridotti ed in lingua straniera che, tradotta, indicava il nome di tutt’altra specie di mollusco (totano gigante del pacifico), di qualità di molto inferiore.
I primi ad essere allertati sono stati gli esperti dell’Arpat di Livorno che fin dalle prime analisi visive, hanno confermavano che all'interno delle lattine non vi fosse il polpo.
È scattato pertanto il sequestro di circa seicento chili di scatolame, ad Altopascio in provincia di Lucca, presso la piattaforma regionale di distribuzione.
In più, oltre le misure cautelari, eseguite sotto il coordinamento della Procura di Lucca, sono state fatte ritirare dalla Regione e poi dall'intero mercato nazionale tutte le confezioni di “polpo in pezzi” giacenti negli scaffali dei supermercati, per un totale di oltre otto tonnellate complessive.
L’indagine però non sembra finita: sono in corso, a cura dell'Asl competente, anche le analisi per valutare gli aspetti igienico sanitari. Campioni di prodotto sono stati inviati all'istituto zooprofilattico di Torino per l'esatta identificazione della specie contenuta, attraverso il Dna.
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