Il Tirreno

Livorno

Rogo alla “Lonzi”, le analisi allargate agli orti sociali

Rogo alla “Lonzi”, le analisi allargate agli orti sociali

LIVORNO. Dopo l’incendio scoppiato alla Lonzi Metalli il 12 luglio, i residenti dell’area di via dei Condotti Vecchi chiedono più controlli e garanzie sul trasferimento dell’azienda che tratta...

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Dopo l’incendio scoppiato alla Lonzi Metalli il 12 luglio, i residenti dell’area di via dei Condotti Vecchi chiedono più controlli e garanzie sul trasferimento dell’azienda che tratta rifiuti. Martedì l’assessore all’ambiente, Mauro Grassi, li ha incontrati nella sede della circoscrizione 1 (presieduta da Daniela Bartalucci), insieme ai tecnici del Comune e ai vertici di Arpat e Asl. Un’assemblea tesa, arrivata pochi giorni dopo l’ordinanza che in seguito all’incendio ha vietato il consumo e ordinato la distruzione delle verdure coltivate intorno all’impianto (fino a 500 metri lato città). Ieri è arrivata la notizia che, come richiesto dai residenti, Arpat ha analizzato anche i terreni intorno all’impianto (molti orti sociali) rimasti fuori dalla lente di ingrandimento: i risultati saranno pronti tra dieci giorni.

«L’assemblea – interviene Grassi – è partita in modo teso, ovunque vada ci sono promesse in piedi da otto, anche dieci anni. Ma spero che alla fine i cittadini siano usciti dalla sala con la convinzione che non è il Comune la loro controparte: ormai è chiaro a tutti che ci sono aziende che stanno dentro al perimetro della città e che vanno tolte». «La domanda che ci viene fatta – riprende – è sempre la stessa: perché non spostate la Lonzi da via del Limone? Ripeto quello che ho detto al tavolo: viviamo in uno stato di diritto e stiamo parlando di un’azienda che ha tutte le autorizzazioni. In più io non chiuderò mai una realtà che dà lavoro. Quello che stiamo facendo è facilitare il trasferimento in un’area adatta ad ospitare tutte le aziende di questo tipo. Lo si fa col bastone delle autorizzazioni (l’Aia scade nel 2013) e la carota dei vantaggi rispetto a un terreno dove non ci sono problemi di convivenza».

«È evidente – chiosa – che bisogna fare un’operazione di bonifica di via dei Condotti Vecchi e spostare l’impianto a regola d’arte». La frase non arriva a caso. Martedì, infatti, si sono presentate anche famiglie che vivono vicino al Puntone del Vallino (diventerà il nuovo polo dell’energia e dei rifiuti), che hanno già messo le mani avanti. La variante urbanistica per la delocalizzazione, fa sapere Grassi, «dovrebbe arrivare in consiglio per l’adozione a settembre: l’iter è chiuso, l’obiettivo è approvarla entro fine anno». Intanto, «con l’assessore provinciale Nista, incontreremo il proprietario e faremo una riunione con tutti i soggetti addetti ai controlli (vigili urbani, Arpat, Asl) perché i cittadini non abbiano la sensazione che gli enti chiudono un occhio. All’incontro qualcuno ha raccontato episodi gravi, che se veri rappresenterebbero reati contro l’ambiente. Io spero che si sbaglino, ma ho detto chiaramente che se hanno le prove devono andare in Procura».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web