Gioco
Bufera sul questore sindacati al ministro «Violate le regole»
La ristrutturazione della polizia voluta da Cardona non piace «Agli agenti negato anche l’accesso alla segreteria»
LIVORNO. Permessi negati, ferie non concesse, presunti sprechi di mobilia e impegni in servizi di controllo che spettano ad altre forze di polizia. In poche parole una gestione «personalistica, arbitraria e ora addirittura terroristica», si legge nel volantino firmato dai sindacati Cgil, Uil, Ugl e Sap.
È bufera sulla riorganizzazione degli uffici della polizia voluta dal nuovo questore di Livorno Marcello Cardona, arrivato in città appena due mesi fa da Varese. Una gestione che ha portato i sindacati nei giorni scorsi ad inviare una lettera al ministero dell’Interno «richiedendo l’adozione dei relativi provvedimenti disciplinari».
I vertici della Questura da parte loro preferiscono non commentare le critiche e promettono che le obiezioni e le richieste di chiarimenti da parte delle sigle sindacali saranno discusse nelle sedi opportune al più presto.
Ma quello che si percepisce parlando con chi ogni giorno va in strada, è di un momento di transizione dove si stanno scontrando due linee opposte. «C’è chi sperava che niente cambiasse e chi questo cambiamento lo sta interpretando come un modo per farsi pubblicità», è la sintesi di un agente.
I primi mal di pancia sono arrivati a giugno con la nuova ristrutturazione. Appena arrivato in città lo stesso Cardona era stato chiarissimo in quello che sarebbe stato il suo progetto: «Gli agenti – disse – devono andare in strada, far sentire al cittadino la propria presenza, essere un punto di riferimento». Risultato? Agenti fuori dagli uffici e caccia a qualsiasi mezzo capace di presidiare il territorio. «Tutti spot pubblicitari senza veri contenuti», è l’accusa dei detrattori.
Così sono bastati pochi giorni ai sindacati per ricevere le prime lamentale.
«In poco tempo dal suo insediamento – scrive il segretario nazionale del Consap Gianluca Pantaleoni – ha portato la consuetudine e la reiterazione di violazioni alle normative come il demansionamento del personale del ruolo dei sovrintendenti in qualità di autisti delle volanti o al contrario il mancato impiego del personale del ruolo ispettori a coordinare le attività del Centro Operativo delle telecomunicazioni e delle volanti sebbene previsto».
A scatenare l’ennesimo attacco ai vertici della Questura un episodio avvenuto nel giorno in cui è stato presentato il nuovo servizio per avere il passaporto in due settimane, «l’ennesima operazione di marketing», insistono.
«Per la prima volta nella storia della polizia civile e smilitarizzata – scrivono i sindacati – agli agenti è stato negato l’accesso alla segreteria delle volanti e del poliziotto di quartiere. Tutto questo alla faccia dei diritti, della comunicazione, della serenità. Ma soprattutto alla faccia del rispetto delle regole. Possiamo dire di aver spostato il datario a 30 anni fa dove la mancanza di autorevolezza è sostituita dall’autoritarismo».
Accuse pesanti che in molti ritengono esagerate. Ma ormai il sasso è stato lanciato e forse non basteranno i chiarimenti. Tanto che le critiche alla questura sono state riunite in una specie di dossier intitolato “I poliziotti rispettano le regole, il questore (o chi per lui) no”, nel quale vengono toccati tutti i punti critici. Tra questi anche quello che riguarda «i propagandati scooter d’acqua, da restituire a La Spezia entro la fine di agosto: sono usciti una sola volta e si sono guastati».
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