La protesta
Blitz sui fossi: 22 lavoratori al nero
Controlli degli ispettori del ministero: multe per 55mila euro a otto locali tra bar e ristoranti. I circoli fanno polemica
LIVORNO. Prendevano ordinazioni, servivano pizze e minestre, mescevano vino e qualcuno lavava pure i piatti. Ma rispetto ai normali camerieri e ai ragazzi di cucina avevano qualche dettaglio in meno: il contratto di lavoro, l’assicurazione, i versamenti pensionistici.
Fortuna per loro (e sfortuna per i loro titolari) che una sera, anzi due, gli ispettori del lavoro hanno deciso di farsi un giro tra i ponti, gli scali e soprattutto tra i tantissimi locali di Effetto Venezia. Ne è uscita una vera e propria strage, nata da una «situazione gravissima e allarmante», per dirla con le parole del direttore territoriale del lavoro Carmina Mancino.
55mila euro di multe. Su otto esercizi controllati non ne è risultato in regola neanche uno. E sono stati trovati qualcosa come 22 lavoratori al nero, di cui cinque minorenni. Per i gestori degli otto locali sono stati dolori: cinque sono stati costretti a chiudere i battenti. Per riaprirli immediatamente, i proprietari (o i presidenti, visto che in due casi si trattava di circoli) hanno dovuto pagare subito un’ammenda di 1500 euro oltre a regolarizzare tutti i lavoratori. Ma il salasso non è finito lì: perché la legge prevede entro trenta giorni il pagamento di una sanzione di altri 1500 euro per ogni addetto fuori regola oltre a 37 euro e mezzo al giorno, che l’ispettorato del lavoro ha calcolato dal 27 luglio, quando ha debuttato la kermesse veneziana. Totale delle multe emesse 55mila euro, che suddivisi per gli otto locali fa una media di quasi settemila euro ad esercizio. A cui andranno aggiunti i contributi pensionistici e assicurativi non versati.
Montenero infuriato. Tutti hanno pagato i primi 1500 euro per poter restare aperti, ad eccezione della cantina del Montenero, sugli Scali Finocchietti. Sul cui ingresso è comparso un eloquente cartello polemico: “Chiuso per eccesso di volontari”.
«Ci hanno fatto una multa di 3200 euro, come facciamo a pagarla? Non riapriremo più», sbotta amareggiato il presidente dell’associazione sportiva Carlo Gioli. «Sono tanti anni che apriamo per Effetto Venezia con l’obiettivo di finanziare l’attività agonistica del remo e anche del Rugby Etruschi con la cui collaborazione gestiamo un punto di ristoro a prezzi ultrapopolari. Qui siamo tutti volontari. Purtroppo quando sono venuti gli ispettori hanno trovato un non socio che dava una mano a portare i piatti e ci hanno multato. Un accanimento che non meritiamo visto che come cantina abbiamo pagato 700 euro al Comune per aprire. Dico solo che si sono presentati con una squadra di otto persone, neanche fossimo una banda di delinquenti».
Gli obblighi dei circoli. Il nucleo che ha condotto i controlli in effetti era massiccio: insieme agli ispettori del lavoro c’erano quelli dell’Inps, dell’Inail e i vigili urbani. Nel mirino sono finiti solo bar e ristoranti. «Abbiamo effettuato le nostre verifiche su cinque strutture temporanee aperte per l’occasione, e su tre stabilmente presenti nella Venezia - spiega il direttore territoriale del lavoro Carmina Mancino -. C’erano anche due associazioni, che però, con apposita segnalazione di inizio attività presentata alla polizia municipale, hanno assunto le vesti di comuni attività imprenditoriali con apertura di partita Iva, possibilità di somministrare alimenti e bevande a tutti gli avventori, occupazione del suolo pubblico, ma anche con determinati obblighi, che non sono stati rispettati. Gli statuti delle associazioni tra l’altro prevedono che esse possano avere dei dipendenti ma che debbano assumerli. E invece così non è stato come abbiamo scoperto dai contratti che non c’erano e dalle dichiarazioni dei lavoratori».
I locali setacciati. Gli otto blitz, coordinati dall’ispettore del lavoro Francesca Levato, sono scattati nelle serate di martedì e mercoledì in un bar di via Borra e in uno di via della Venezia, in un circolo in zona mercato ittico e in un locale sugli scali del Monte Pio e poi sugli Scali Finocchietti e in un ristorante di piazza del Luogo Pio.
«Dovevano aspettarselo». «La situazione è grave e dal nostro punto di vista in peggioramento continuo - commenta il direttore territoriale del lavoro -. Si è registrato un elevatissimo standard di irregolarità. Quello che ci stupisce e che preoccupa è che era decisamente immaginabile che avremmo fatto dei controlli per la principale manifestazione dell’estate, ma si è preferito rischiare piuttosto che rispettare la legge e mettere sotto contratto i lavoratori».
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