Gioco
Applausi, falce e martello la politica saluta Vittori
Alla Svs l’addio commosso della città: sul feretro la bandiera rossa del Pci poi il lungo corteo silenzioso sotto alle finestre di Comune e Provincia
LIVORNO. Una bandiera rossa del Pci, con la falce e il martello. Poi l’applauso spontaneo all’uscita dalla sede Svs di via San Giovanni e il lungo corteo, silenzioso, fino alla piazza del Comune e della Provincia. Quei palazzi che per tanti anni - da consigliere, da assessore, da dipendente, da semplice amante della politica, quella con la P maiuscola - sono stati un po’ come la sua seconda casa.
Ieri pomeriggio la città ha salutato per l’ultima volta Vittorio Vittori, che giovedì mattina - come racconta il fratello Rossano – se n’è andato all’improvviso mentre stava per lasciare l’ospedale dopo alcuni accertamenti. «Fino all’ultimo – racconta Rossano – ha continuato a dedicarsi all’attività politica: si era portato il computer in ospedale, scriveva e chiamava da lì».
Ieri intorno al fratello, alla moglie Fiorella e al figlio Valerio si sono stretti familiari e amici. Il mondo della politica e delle istituzioni: sindaco, presidente della Provincia, colleghi di Palazzo Granducale e di Palazzo Civico, segretari di partito (anche da Firenze), consiglieri comunali e provinciali, non solo di sinistra e di centrosinistra.
La sede Svs, dove era stata allestita la camera ardente, era gremita fin dalle prime ore della mattina. Dopo il corteo e il saluto in piazza Civica, Vittori è stato accompagnato al cimitero dei Lupi per la cerimonia privata e la cremazione.
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