Il Tirreno

Livorno

Restituisco il Suv per sfuggire al Fisco

di Federico Lazzotti
Restituisco il Suv per sfuggire al Fisco

Boom di clienti che in cambio comprano macchine di cilindrata inferiore. Risultato: piazzali pieni e venditori preoccupati

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LIVORNO. L’ultimo a fare retromarcia per tenere il Fisco a distanza di sicurezza, è stato un professionista labronico sulla cinquantina che la settimana scorsa si è presentato in una delle concessionarie più note delle città con un desiderio: «Vorrei restituire il Mercedes Ml e la classe A di mia moglie. Cosa voglio in cambio? Una classe B andrà benissimo per tutta la famiglia», ha detto al venditore che lo ha servito e accontentato.

Nell’ultimo anno sono stati centinaia i proprietari di auto di grossa cilindrata, in particolare Suv, che hanno sentito la stessa esigenza del professionista. C’è chi ha fatto il due per uno, e chi dall’Hammer è passato all’utilitaria .

«È una tendenza che stiamo riscontrando da quando abbiamo intensificato gli accertamenti sui proprietari – conferma Walter Mazzei, alla guida del nucleo tributario della Finanza – ma se una persona paga le tasse non deve temere alcun controllo. Evidentemente se questo è il risultato, in molti non hanno la coscienza a posto».

Anche perché il fermo immagine che arriva dai piazzali delle concessionarie racconta di una crisi senza precedenti. «Nel nostro parcheggio – confermano dalla Bmw Vittoria – non sappiamo più dove mettere Q7, Ranger Rover, X6. Sono auto grandi e costose sia da comprare che soprattutto da mantenere e quindi in questo periodo in cui la crisi si sta espandendo a macchia d’olio avrebbero di per se poco mercato. Da quando poi la Finanza li ha messi tra i beni che fanno accendere la spia dei controlli anche chi potrebbe permetterseli appena parla con il commercialista si convince che può benissimo farne a meno».

La domanda che porta a questa scelta è semplice: perché devo far frugare nel mio cassetto dei conti quando posso tranquillamente andare in giro in taxi oppure in aereo spendendo meno e stando ugualmente comodo.

Sandro Pacciardi, responsabile vendite della Autoitalia va dritto al punto del problema: «È un mercato pazzo. Prima i livornesi erano disposti a mangiare pane e mortadella pur di andare in giro con la Porsche. Ora è tutto cambiato: c’è la corsa per restituire i Suv, che in questo modo si stanno deprezzando. Prima le stime di una rivista come “Quattroruote” avevano un senso e un valore, adesso questi parametri sono saltati. Ecco perché da parte nostra stiamo cercando altre strade commercialmente parlando. Ad esempio le auto più belle le ripristiniamo e le vendiamo ai commercianti esteri mentre a breve partiremo con una società di noleggio auto per vedere se dando alternative al cliente è possibile combattere la crisi».

Una tendenza, quella della crisi dell’auto di grossa cilindrata, confermata anche da alcuni dati sintomatici dell’Aci: in provincia di Livorno appena il 5,4% del totale del parco auto è alla prima immatricolazione il che vuol dire che si vende con il contagocce. A questo va aggiunto che siamo nelle prime posizioni nella classica che parla delle città maggiormente saccheggiate dalle altre Regioni.

Nel 2011 il saldo sfiora le tremila unità in meno. Buona parte di questi mezzi, circa il 30% sono proprio quei macchinoni che i livornesi restituiscono perché non ce la fanno a mantenerli o per paura che le fiamme gialle mettano il naso nelle loro dichiarazioni dei redditi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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