Il Tirreno

Livorno

Rally, indagato il titolare della Proracing

Rally, indagato il titolare della Proracing

In 9 iscritti sul registro dal pm per la morte di Valerio Catelani e Daniela Bertoneri nella gara a Lucca

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LIVORNO. Nove indagati, tra cui un livornese, per la morte di Valerio Catelani, 38 anni, di Massa e Daniela Bertoneri, 35, di Seravezza, nella quarta prova speciale di rally a Sant’Ilario di Brancoli (Lucca). Sul registro degli indagati, per ciò che concerne la sicurezza dell’auto da rally, il magistrato ha iscritto con l’accusa di omicidio colposo il presidente della scuderia Proracing Livorno, il livornese Fabrizio Bacci, e il preparatore della macchina Silvio Terrosi. Gli inquirenti vogliono capire se quel bolide - che in teoria sarebbe dovuto essere super sicuro visti i sistemi antincendio presenti all’interno dell’abitacolo - ha subito modifiche strutturali in corso d’opera da parte del proprietario o del collaudatore della vettura da corsa. Un quesito che potrebbe essere sciolto nel corso dell’analisi della vettura da corsa che avverrà nei prossimi giorni. Perché, in ipotesi, se il consulente del pm, esaminando la carcassa della Peugeot 207 Super 2000, trovasse elementi in dotazione nell’auto da rally che non hanno funzionato al momento dello sprigionarsi delle fiamme, potrebbe dirigere le sue attenzioni anche alla casa madre costruttrice del bolide.

Per quanto riguarda l’ipotesi di omissione di soccorso, la procura in base alle web cam sequestrate, alle testimonianze rese e al materiale acquisito dalla polizia stradale ha iscritto nel registro degli indagati l’equipaggio Iacomini-Cozzani alla guida di una Subaru Impreza e le coppie Giannecchini-Mazzanti e Matteucci-Castiglioni entrambe al volante di una Renalt Clio. I piloti e i navigatori sono già stati sentiti come persone informate dei fatti e il loro racconto non coinciderebbe con quanto emerso dalle indagini delegate alla polizia stradale diretta dal dottor Marco Tangorra. La procura ha individuato anche un profilo di responsabilità derivante dalla sicurezza del percorso, indagando per omicidio colposo il responsabile della sicurezza dell’organizzazione della manifestazione: Mauro Scarpellini. Per l’accusa era lui ad aver dato l’okay al piano generale della sicurezza e doveva aver contezza dei commissari di gara e di percorso disseminati lungo il tracciato, della collocazione dei mezzi antincendio e del personale sanitario. (l.t.)

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