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Livorno ricorda Vittorio Vittori
I commenti alla morte dello storico esponente della sinistra labronica
La scomparsa di Vittorio Vittori (L'ARTICOLO) ha colpito la politica cittadina. Ecco i ricordi e i commenti arrivati al nostro giornale. Il messaggio del sindaco Cosimi - dell'assessore Simoncini sul nostro sito.
Bruno Picchi (vicesindaco). Ci ha lasciato una persona splendida, che ha fatto della politica una scelta di vita. Un esponente di rilievo della sinistra livornese e un insegnamento per molti di noi e per molti giovani che anche oggi sono in diverse forze politiche della sinistra. Non ha mai fatto sconti per nessuno, neppure nei confronti dei compagni di partito ma sempre nel rispetto di tutti.
Mario Tredici (assessore alla cultura). Vittorio Vittori per me è stato realmente un amico-amico e un amico-politico per tanta parte della nostra comune esistenza. Perciò vivo la sua morte – così improvvisa e prematura – come una vera mutilazione. Mi riconosco nelle efficaci parole pronunciate su di lui dal vicesindaco Picchi, che lo conosceva bene. Alle sue parole posso aggiungere solo poche riflessioni. Fin da giovanissimo è stato un uomo tutto politico, appassionato, costante, coerente. Un uomo colto, senza sfoggio, che soprattutto mostrava di saper cogliere l’essenza delle questioni. E’ stato un comunista italiano – sottolineo italiano - di ispirazione togliattiana: per lui Togliatti era il politico per eccellenza. Ha saputo mantenere il suo orizzonte ideale nelle nuove condizioni, dando un contributo al rinnovamento della sinistra democratica, prima nel Pds poi nei Ds, ricoprendo ruoli di primo piano, in ultimo quello di capogruppo dei Ds nella prima amministrazione Cosimi. Il Pd non era la soluzione giusta per lui che era tornato ed era ancora su sentieri di ulteriori sperimentazioni. Sapeva di politica e sapeva di amministrazione. Vittorio era un giudice talora inflessibile ( ne sa qualcosa più di uno), mai accomodante. Ma sapeva anche farsi voler bene, perché tutti gli riconoscevano onestà intellettuale e probità. Lo voglio ricordare con il suo passo lento e riflessivo, con la sua dialettica stringente, con il suo sorriso franco. Un abbraccio ai familiari e a tutti i comuni amici.
Andrea Manciulli (segretario Pd Toscana). Ricordo con affetto Vittorio Vittori che è stato un punto di riferimento della politica livornese. Ho avuto modo di conoscere fin da giovane il suo modo appassionato di fare politica, in particolare il suo impegno per i lavoratori. Alla sua famiglia e a quanti con lui hanno condiviso tanti anni di impegno politico le mie sentite condoglianze e quelle del PD regionale.
Marco Filippi (senatore Pd). Il primo sentimento è di dolore e profondo sconcerto per la scomparsa inattesa e prematura di Vittorio Vittori. Un dirigente politico del PCI formato in quella scuola di partito che lui stesso orgogliosamente definiva come la migliore occasione di formazione per un leader politico. Lealtà e schiettezza sono state le cifre della sua personalità e del suo comportamento che hanno coerentemente caratterizzato tutta la sua ricca e articolata esperienza politica. L'attaccamento ai valori antifascisti e pacifisti, agli ideali di libertà e di emancipazione dal bisogno, specie per le classi lavoratrici e i ceti meno abbienti, lo hanno caratterizzato ( è proprio il caso di dirlo ) fino al suo ultimo giorno di vita. Ho avuto modo di lavorare con lui nell'amministrazione comunale ed è stata un'occasione di grande maturazione politica e devo senz'altro a Vittorio un tributo di sincera riconoscenza.
Anacleto Banchetti (Acli). Ricordo con sentimenti di affetto e amicizia Vittorio Vittori: era coerente con i suoi principi, rispettoso ed attento delle altrui opinioni, sempre presente nelle lotte contro le disuguaglianze sociali. Accettava volentieri gli inviti delle Acli, di cui allora ero Presidente, per confronti su temi scottanti del momento ed offriva sempre proposte e percorsi di collaborazione.
Alberto Rossi (segretario provinciale Psi). Con la morte di Vittorio Vittori ci lascia una figura che senza dubbio ha caratterizzato la politica livornese con la sua correttezza e le sue capacità. Era sempre propense al confronto ed aperto alle proposte altrui , consapevole che al primo posto della sua esperienza politica vi fosse il bene della città di Livorno e della sua provincia. Il Partito Socialista perde purtroppo un alleato che ha spesso camminato al suo fianco, benché militando in altri partiti, ma dimostrando sempre una singolare correttezza ed una concreta visione della politica.
Paolo Cascinelli (Vivere il Centro). Una delle rare persone intellettualmente oneste del mondo politico livornese e soprattutto con spiccate doti umane e civili. Ho un ricordo particolare di Vittorio e risale ai primissimi anni 70. Ci conoscevamo poco più che di vista per frequentazioni di assemblee nell’ambito della sinistra di allora che dal P.C. svariava ai movimenti del 68 e forse le nostre idee non collimavano neanche(cosa piuttosto frequente), e una volta percorrendo il viale di Antignano con la mia 500 forai una ruota. Vittorio che forse a quel tempo aveva già qualche incarico istituzionale, passava con la sua macchina. Si fermò senza che io lo avessi visto e mi aiutò a montare la ruota di scorta. Anni dopo io scelsi di militare nella sinistra radicale al quale anche lui si era di recente avvicinato con mia non celata soddisfazione.
Marco Susini (Pd Livorno). Di Vittorio Vittori ho sempre apprezzato il rigore morale e intellettuale e la lucida capacità di analisi politica. Le divergenze di opinioni che via via si sono manifestate tra di noi non hanno mai fatto venir meno la stima e il rispetto per una persona sempre coerente con i suoi ideali di libertà e giustizia sociale.
Marco Ruggeri (consigliere regionale Pd). Vittorio Vittori è stato uno dei primi dirigenti politici che ho conosciuto quando ho iniziato a fare politica: rigoroso, appassionato, colto, tenace. Così mi sento di ricordare Vittorio. Non sempre la pensavamo alla stessa maniera, ma mai una volta mi sono trovato di fronte a posizioni che non mi costringevano a riflettere ed approfondire. Con lui se ne va un pezzo della migliore storia politica ed intellettuale della sinistra livornese. Alla famiglia vanno le mie più sentite condoglianze.
Enzo Raugei (presidente Compagnia portuale). La scomparsa di Vittorio Vittori è sicuramente una perdita per tutta la politica livornese. Mancheranno il suo acume e la sua cultura politica di governo, le sue analisi mai banali, ancorate ad una visione di insieme dei processi in corso nella società. Sui difficili problemi della portualità livornese, oltre al suo interesse per le condizioni economiche generali e sociali per quanto riguarda il mondo del lavoro ed i lavoratori, Vittori ha cercato di comprendere la composizione dei nuovi assetti e dei nuovi poteri che si stanno delineando nel nostro porto. Nello specifico dei problemi che riguardano ed hanno riguardato la Compagnia Portuale, ha sempre ribadito la necessità che questa organizzazione rafforzasse la sua funzione imprenditoriale, il controllo dei processi ed il suo ruolo all'interno del porto.
Giuseppe Brogi (Coordinatore Sel Toscana). Il suo incedere lento, sul quale con i compagni scherzavamo, mi richiamava uno slogan del Pci togliattiano: "veniamo da lontano, andiamo lontano". E Vittorio Vittori a me è sempre parso figlio di quella scuola, la quale anche nei decenni successivi ha forgiato dirigenti politici di primo piano nel segno della concretezza, della rappresentanza degli interessi delle classi lavoratrici, del primato del partito sulla scena pubblica. Insieme ad una concezione del fare politica che era, insieme, combattimento e sintesi per strappare quotidianamente un risultato positivo per i lavoratori; sempre dentro la materialità dei processi, non per consuetudine - tant'è che nella sua militanza Vittorio ha messo in conto anche cesure - ma, studiandone fattori e dinamiche, per influire anche di un solo grammo. Eppoi Vittorio mi è sempre parso figlio verace della sua città, sagace e diretto, capace, dopo un certo silenzio, con una battuta sia di sferzare che di stemperare una discussione. Mi ricordo un'estate di diversi anni fa, quando a Firenze, alla sollecitazione di qualche compagno, se ne uscì dicendo: "Deh, è estate, a Livorno si va al mare...". Non per superficialità o deresponsabilizzazione, ma, appunto, perchè "venendo da lontano e andando lontano" per Vittorio il filo rosso dei processi andava ben oltre una stagione. Era estate, come questa che ha portato via Vittorio, lasciando in tanti la tristezza per la sua scomparsa, ma anche una fibra di quel filo rosso.
Partito Democratico. Il Partito Democratico di Livorno piange l'improvvisa scomparsa di Vittorio Vittori, persona di grande rilievo della vita politica, istituzionale e culturale della nostra città. Uomo di grande onestà intellettuale protagonista negli ultimi decenni di molte battaglie in difesa dei diritti civili e dei lavoratori. La Sinistra livornese perde una figura di riferimento per i giovani e per la classe politica livornese. Al figlio Valerio e alla famiglia esprimiamo tutto il nostro incredulo cordoglio e ci uniamo al loro dolore.
Istituto storico per la Resistenza. È con dispiacere che ci uniamo a tutti coloro che rendono omaggio a due livornesi scomparsi: Vittorio Vittori e Bruno Del Greco. Diversi per generazione, il secondo, un vecchio partigiano, il primo, un uomo nato dopo la fine della seconda guerra mondiale, attivo militante della sinistra di questa città. Per Del Greco ricordiamo con tenerezza la sua presenza a tutte le manifestazioni dell’antifascismo livornese, fino a quando la salute glielo ha consentito, una presenza che testimoniava una scelta di parte sempre ribadita e sottolineata, con coerenza e semplicità. Di Vittorio Vittori ci piace sottolineare l’impegno e la stima di cui godeva che lo avevano portato a ricoprire diversi incarichi nell’amministrazione del Comune. Ricordiamo ancor più la sua presenza lucida nel dibattito cittadino, fino all’ultimo momento, le sue prese di posizione, sempre puntuali e mai settarie, piene di passione civica e di interesse per la “cosa pubblica”.
Ivano Martelloni (Legacoop Livorno). Con la scomparsa di Vittorio Vittori se ne va una figura di grande rilievo della politica livornese; un uomo da sempre legato ai valori della sinistra, attento e vicino al mondo della cooperazione. Una persona intelligente, libera, sensibile, un amico.
Maurizio Zingoni (Pdl Livorno). L'improvvisa scomparsa di Vittorio Vittori, rende più spoglia la politica livornese. Nella prima Giunta Frontera, io capogruppo di Forza Italia e lui capogruppo dei Democratici di Sinistra, ci siamo trovati spesso in aspri confronti, ma non è mai mancato il rispetto e la stima. Lo ricordo come un avversario leale, corretto e capace. Anche se ci dividevano valori differenti, ricordo che spesso riuscivamo a fare sintesi, quando era in gioco l'interesse del nostro territorio e dei suoi cittadini. Ciao Vittorio
Andrea Ghilarducci (segretario provinciale Sel). Vittorio è stato una guida politica che mi ha insegnato molto, in particolare il valore dell'onestà e della corenza in politica da anteporre a logiche individuali. Ho sempre trovato in lui una guida e nei momenti decisivi ed era l'ultima persona che interpellavo per prendere una decisione. Ho sofferto molto per la sua decisione di uscire da SEL ed ora rileggendo la sua lettera di dimissione dal partito, dove fra l'altro poneva il dubbio se valeva ancora la pena stare in maggioranza per SEL nel Comune di Livorno, non posso che essere darle ragione ed avrei voluto condividere con lui tale scelta. Qualcuno in maniera vergognosa dichiarò sulla stampa che la sua uscita da SEL era stata un gesto di chiarezza del partito, in realtà per SEL fù una sconfitta anche se la sua analisi dopo mesi si è rilevata puntuale ed opportunta in particolare sulla politca locale. Vittorio mi mancherai e non posso dimenticare il tuo saluto prima del dibattito alla Festa Rossa del 22 luglio 2012 a Stagno. La Sinistra livornese ha perso un punto fondamentale di una persona onestà e sopratutto che anteponeva l'interesse della comunità a tutto il resto e su questo baserò sempre il mio comportamento in politica e nella vita.
Circolo Centro Prc e Unione Inquilini. Ci associamo al dolore di tutte le compagne e i compagni per la scomparsa di Vittorio Vittori. Alcuni di noi hanno conosciuto Vittorio fin dagli anni 70, quando era un giovane dirigente del PCI, ci piaceva ritrovarlo nelle file della sinistra comunista livornese con il suo bagaglio di esperienza e di memoria storica che lo hanno visto fino all'ultimo impegnarsi per una società più giusta e dalla parte dei lavoratori.
Maurizio Pracchia (Circolo di lavoro Cantiere Pd). Appresa la tragica notizia della perdita del Compagno Vittorio Vittori, noto esponente della Sinistra Livornese, il Circolo di Lavoro Cantiere a nome di tutti i suoi iscritti, e degli stessi lavoratori vogliono far pervenire tutto il loro sgomento, e le nostre più sentite condoglianze per il lutto che colpisce la famiglia, e l'intera città di Livorno.
IL RICORDO DEI CONSIGLIERI COMUNALI LIVORNESI
Maristella Bottino (Pdl). In tredici anni di Consiglio Comunale ho incontrato tante persone, con alcune i rapporti sono andati oltre la semplice conoscenza, con Vittorio è successo, rispetto, stima reciproca ed una sincera cordialità. Una persona con un carisma molto forte che riusciva a testimoniare con fermezza e calore quello che aveva dentro, quello in cui veramente credeva. Mai sopra le righe. Un rispetto istituzionale, che ci ha unito ed avvicinato nel confronto. Un protagonista di cui si sentirà la mancanza.
Lorenzo Del Lucchese (Idv). A nome del gruppo consiliare e di tutto il partito, ci tengo ad esprimere il cordoglio ai familiari, agli amici e a tutti i colleghi per l'improvvisa scomparsa di Vittorio Vittori, persona che si è sempre contraddistinta per la sua pacatezza in tutti i confronti che lo vedevano protagonista. Stamani durante la seduta del Consiglio Comunale veniva ricordata più volte questa sua caratteristica, oltre all'importante ruolo che ha sempre svolto in ambito politico, soprattutto per l'indiscussa capacità di farsi ascoltare dalle giovani generazioni e di costituire per loro un punto di riferimento, anche in un momento come questo, dove sempre più ragazze e ragazzi si allontanano dalla sfera della politica. Credo che questo, anche come giovane, sia uno degli aspetti principali da sottolineare e ritengo che sia il miglior ricordo che possiamo avere di lui. Nella speranza che possa essere un esempio per il futuro, rinnovo il nostro cordoglio.
Adriano Tramonti (Pd). Ho conosciuto Vittorio all’ultimo, quando ero segretario di circolo e lui era capogruppo del partito, ci siamo confrontati spesso, in particolare sulle questioni che riguardavano il quartiere Salviano in continua crescita ed evoluzione, è stato un punto di riferimento importante con la giunta nel governare questi cambiamenti. La sua scomparsa è una perdita importante.
Lamberto Giannini (Sel). Vittorio riusciva a leggere la realtà di questa città con gli occhi di sinistra e riusciva a coinvolgere tutti in questo. Possedeva una grande forza e grande ironia che permetteva di sdrammatizzare i momenti difficili. Ha rappresentato un ponte e una grande capacità di dialogo dentro la sinistra.
Gianfranco Lamberti (Confronto). Una scomparsa inaspettata, Vittorio appartiene a una generazione di politici che andavano in piazza a manifestare. Da lui dobbiamo imparare il rispetto verso la Costituzione democratica e antifascista che ha lasciato a questa città.
Lorenzo Cosimi (Pci). Va a Vittorio il nostro apprezzamento per la grande lucidità di analisi della situazione locale e nazionale. Lascia alla nostra città il rispetto reciproco verso l’avversario e il senso di stima verso le istituzioni politiche.
Andrea Romano (Idv). Sono sconvolto dalla notizia. Ho apprezzato la capacità di profonda analisi che ha contribuito a dare alla città. Rivolgo le mie condoglianze alla famiglia e a tutti gli amici che hanno condiviso con lui la politica.
Attilio Palmerini (Pdl). Il mio ricordo di Vittorio risale agli anni ’60-’70, quando eravamo entrambi responsabili dei movimenti giovanili dei nostri rispettivi partiti. Ognuno difendeva le proprie idee ma mi ricordo che i nostri dibattiti erano sempre leali, di lui ricordo anche la grande fermezza nelle opinioni.
Salvatore Capuozzo (Udc). Sono rimasto scioccato dalla notizia perché conoscevo Vittorio come uomo al di là delle diverse idee politiche. Ho apprezzato il suo modo di comunicare e di esprimersi, il rispetto e l’ascolto verso tutti. È stato un uomo da imitare, ha insegnato a tutti qualcosa che oggi si è perso, l’educazione verso l’altro. Prendiamo esempio da lui.
Marco Cannito (Città Diversa). Con Vittorio non abbiamo mai litigato seriamente, alzavamo la voce ma poi tutto passava. Quando poi doveva rispondere agli attacchi e allusioni personali non aveva mai sentimenti di rivalsa e di odio. Con Vittorio abbiamo perso un pensatore, una persona che riusciva a pensare in modo concreto.
Mario Bianchi (presidente del Consiglio). Lo conoscevo dai tempi del liceo classico e ho di lui un ricordo affettuoso, è mancato un amico, una persona speciale e come se ne vedono poche.
Massimo Gulì (Pd). Vittorio era capace di fare un’analisi politica chiara e incisiva, che si rivolgeva soprattutto a chi si affacciava per la prima volta alla politica. Ho apprezzato la sua pacatezza e il suo modo di parlare. Purtroppo, nel giro di pochi giorni abbiamo dovuto salutare due persone che hanno lasciato un’impronta forte in città: Massimo Guantini e Vittorio Vittori.
Gionata Giubbilei (Pdl). Ci siamo scontrati più volte su temi politici ed è stato sempre molto divertente, questo è il ricordo che ho di lui. Esprimo le mie condoglianze e quelle del mio partito alla famiglia.
(ha collaborato Valeria Cappelletti)
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