Gioco
Spunta l’idea della zona franca industriale In pista il disegno dei legge dei senatori Pd
L'ultima novità sul fronte dell'interporto è la richiesta di farvi nascere una zona franca manifatturiera per produzioni industriiali esenti-tasse. Il disegno di legge è sulla rampa di lancio in casa...
L'ultima novità sul fronte dell'interporto è la richiesta di farvi nascere una zona franca manifatturiera per produzioni industriiali esenti-tasse. Il disegno di legge è sulla rampa di lancio in casa dei senatori Pd Filippi, Magistrelli e Amati più il vicepresidente del Senato Chiti su un asse Livorno-Ancona. E' vero che è difficile crederci con il fisco che va a caccia di qualsiasi cosa possa creare gettito fiscale per le casse dello Stato, ma è dall'Europa - sempre assai ostile a questo tipo di incentivo insediativo - che sembra arrivare la svolta: la cancelliera tedesca Merkel suggerisce l'istituzione di zone economiche speciali come la chance per far uscire dalla crisi il Sud Europa, dunque Italia compresa, senza allentare i vincoli sul debito pubblico. In realtà, in Europa di questi esempi ce ne sono più di quanti Bruxelles sia disposta a ammettere e, viceversa, in Italia dev'esser ben tortuoso il cammino per crearle se a dimostrarlo c'è solo non solo il flop del tentativo di Livorno negli anni novanta ma anche l'ultima ipotesi nel 2009 (con 22 zone in tutta Italia e per la Toscana c'era Massa ma non Livorno).
«Dovrebbe essere - dice il sindaco Bacci - qualcosa di limitato nel tempo (10-15 anni) e nello spazio (ad esempio, un'area dell'interporto). Magari con il vincolo rigido di riguardare le produzioni estero su estero. Non toglierebbe al gettito fiscale complessivo, anche perché se si crea lavoro e reddito, al fisco arriva l'Irpef delle buste paga e dell'indotto».
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