Gioco
La disperazione: ora dove andiamo?
Tre giovani del Bangladesh: «Abbiamo faticato tanto a trovare lavoro». Poi è arrivata la soluzione
LIVORNO. Dopo una giornata di passione, in serata il Comune ha trovato una soluzione per i 16 profughi che ieri non avevano accettato di lasciare Livorno con la Protezione Civile regionale. Il gruppo sarà ospitato fino al 31 dicembre in una struttura alberghiera cittadina. Il Comune anticiperà le spese che saranno poi rimborsate dalla Regione Toscana I 39 profughi che dall'aprile 2011 si trovavano a Livorno, com'è noto, non potevano restare a Villa Morazzana perché, a seguito di accertamenti svolti da Vigili del Fuoco e Asl, la struttura era stata dichiarata carente dei requisiti igienico sanitari e quindi doveva essere chiusa.Tra l'altro a mezzanotte scade la proroga di un mese per l'apertura della Villa, proroga che era stata concessa dal Sindaco su richiesta della Protezione civile regionale.
«La soluzione - spiegano dal Comune - è stata trovata in extremis in quanto solo in serata si è avuta la disponibilità di posti da parte di una struttura alberghiera cittadina. E anche perché solo oggi (ieri ndr) le associazioni che avevano seguito i profughi hanno garantito che continueranno a svolgere gli stessi, indispensabili servizi».
I rifugiati hanno accolto la notizia con enorme sollievo. Per tutto il giorno infatti avevano vissuto nell’ansia e nell’incertezza dove andare, che fare? «Non ha senso andarcene via ora, non vogliamo». È un coro quasi unanime quello dei rifugiati che ieri mattina vengono invitati ad andare via dall’amministrazione e dalla protezione civile, presenti le associazioni di volontariato e la polizia.
Lavoro al mercato, non mollo. Masum Ahmed e Islam Ajirul hanno 25 anni e lavorano entrambi ai banchi della verdura al mercato. Un lavoro che hanno cercato per mesi e che hanno sudato per avere. «Ci siamo dati da fate per sette-otto mesi, cercando disperatamente un impiego. Alla fine siamo riusciti a ricavarci questa attività. E ora siamo sereni. Abbiamo un contratto, siamo a posto con tutti i documenti». E se saranno costretti a lasciare la villa, dove andranno a dormire? «Non ne ho idea - risponde Ahmed - spero che succeda qualcosa, che ci trovino una sistemazione. Non guadagno abbastanza per mantenermi da me».
Il mio impiego nel ristorante. «Io lavoro a l ristorante Le Crystal - dice Kabir Norul, 35 anni - È il tipo di attività che mi è sempre piaciuta e ora sono soddisfatto della mia vita qui, non posso pensare di andare via. E poi dove? A fare cosa? Spero che l’amministrazione mi assista».
Qui ho tanti amici. Mattiew viene dalla Nigeria e ha 26 anni. La sua famiglia è in Africa. Lui è dovuto scappare dalla Libia, dove aveva un lavoro e si era rifatto una vita. In questo anno abbondante a Livorno è riuscito a ristabilizzarsi, per la terza volta nella sua giovane vita. Cosa devo fare ora? Andare a Massa Marittima o in un’altra città? E ricominciare da capo... Proprio non me la sento. Qui ho tanti amici, ho i miei giri, i miei hobby. Non posso pensare a rinunciare di nuovo a tutto». Sulla stessa linea Moses, 23 anni, anche lui nigeriano: «Io non me ne vado».(l.l.)
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