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Il Senato conferma Livorno «A meno che non rinunci...»
Palazzo Madama ribadisce alla città il titolo di capoluogo, ora tocca alla Camera E si apre la possibilità di unire sotto Palazzo Granducale anche la Versilia e Massa
LIVORNO. Da ieri Pisa non può appellarsi più neanche all’interpretazione del decreto del governo. Il Senato infatti ha riscritto il famigerato comma 4 bis dell’articolo 17 che riguarda il capoluogo della nuova superprovincia, confermando quello che Giorgio Kutufà e tutti i giuristi dicevano da una settimana: il comune più popoloso diventerà capoluogo del nuovo ente. Nel caso di Livorno e Pisa sarà Livorno. Ma sarebbe (o sarà) Livorno anche nel caso di Livorno, Pisa, Versilia e Massa.
Il testo approvato con 217 voti favorevoli, 40 contrari e 4 astenuti a Palazzo Madama, prevede infatti che i Comuni di confine possano scegliere di staccarsi dall’attuale circoscrizione provinciale e chiedere di unirsi ad un’altra. E così potrebbe verificarsi quell’ipotesi di provincia costiera che da Piombino andrebbe fino a Carrara, grazie al “ponte” tra Pisa e Massa creato dal distacco della Versilia da Lucca. In questo caso Livorno diverebbe capoluogo di un territorio davvero enorme e dalle enormi potenzialità. Che cosa succederà realmente lo sapremo nei prossimi novanta giorni, quelli che il maxi emendamento sulla spending review ha dato ai Consigli delle autonomie locali, i Cal, e alle Regioni per disegnare i nuovi territori. In realtà il comma 4 bis darebbe anche a Pisa la possibilità di diventare capoluogo, prevendo la possibilità di “accordo tra i Comuni già capoluogo”. Ma l’ipotesi appare francamente molto teorica. Immaginate quale sindaco italiano potrebbe presentarsi in consiglio comunale o alla cittadinanza annunciando l’intenzione di rinunciare al ruolo di capoluogo attribuito per legge. Scalfendo non solo il prestigio ma soprattutto quella serie di opportunità che - nonostante quel che ne dicano a Pisa - rappresentano potere, funzioni, uffici, servizi ai cittadini e posti di lavoro.
Ma perché, tanti si chiederanno, prima il governo e poi il Senato (e in settimana toccherà alla Camera) hanno optato per privilegiare il comune più popoloso anziché il capoluogo dell’ex provincia più popolosa? Dunque Livorno e non Pisa? «Perché se si fosse lasciato ai Cal la scelta territorio per territorio si sarebbe scatenata una guerra ingovernabile - risponde Kutufà -. Dovendo trovare un criterio il più obiettivo possibile, si è puntato a un dato inconfutabile, il numero di abitanti. Storia, economia, prestigio sono elementi comunque relativi, gli abitanti no. E comportano un’organizzazione di un certo tipo, dall’ordine pubblico ai servizi che Livorno ha. E poi la ex provincia più numerosa una volta accorpata non sarebbe più la numerosa, mentre la città più popolosa lo rimane anche dopo».
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