Lutto
Giusto difendere la nostra città per rilanciarla
di Andrea Romano* L'Italia dei Valori ha raccolto in tutto il paese centinaia di migliaia di firme per l'abolizione delle Province, enti ormai inutili e costosi, dal punto di vista dei vertici...
di Andrea Romano*
L'Italia dei Valori ha raccolto in tutto il paese centinaia di migliaia di firme per l'abolizione delle Province, enti ormai inutili e costosi, dal punto di vista dei vertici politici e burocratici. Altro discorso per i servizi che le Province hanno fino ad oggi garantito e per i lavoratori che se ne occupano, che devono ricevere adeguata tutela anche nell'interesse dei cittadini.
L'accorpamento deciso dal Governo Monti non mi convince per niente, meglio sarebbe stato cancellare le Province, accorpare gli oltre 8.000 comuni italiani e metterli così nelle condizioni ideali di governare il territorio tagliando drasticamente i costi della politica. Di fronte però all'ipotesi di una provincia unica tra Livorno e Pisa, fino a ieri nessun politico livornese aveva alzato la voce rispetto alla levata di scudi campanilista e localista di molti politici pisani contro la prospettiva di Livorno capoluogo. Finalmente è arrivata dal Presidente della Provincia Kutufà una reazione dignitosa a difesa della nostra Città, mentre aspettiamo ancora una parola decisa dal Sindaco e dai parlamentari del nostro territorio.
Livorno deve essere il capoluogo dell'eventuale provincia unica per una serie di motivazioni che attengono più all'attualità che ai trascorsi storici, che pur ci sono e bene ha fatto Kutufà a ricordarli: a me interessa perchè lo status di capoluogo porta con sè una centralità politica più forte, ma soprattutto la possibilità di mantanere sul territorio non solo servizi e indotto, ma anche posti di lavoro pubblici e sedi istituzionali.
Ci spetta di diritto: in questi anni Livorno ha sofferto la crisi dell'industria e del porto, che ha comportato un tasso di disoccupazione elevatissimo. Ciononostante, finora non siamo riusciti a portare sul territorio nessun progetto di rilancio rilevante, mentre Pisa incassava a piene mani (per colpa nostra, non loro). Gli esempi si sprecano, dalla sanità sempre più accentrata a Cisanello, al rigassificatore (a noi le rogne, a loro le compensazioni), al distretto del riciclo dei rifiuti a Pontedera barattato con un maxi-inceneritore velenoso da costruirsi a Livorno, al finanziamento del Grande Urbano dei comuni pisani in merito al trasporto pubblico (contro la misera manutenzione della funicolare di Montenero), fino alla scelta di Ikea a favore di Pisa abbandonando l'ipotesi livornese.
Per non parlare delle altre città: Lucca ci ha appena soffiato, con un terzo dei nostri abitanti, la sede centrale del Consorzio trasporti toscano, Genova e Torino gestiscono l'ASA da molti anni e le mire dei comuni emiliani sulla gestione dei rifiuti a Livorno sono ormai allo scoperto. Bene ha fatto Kutufà a difendere Livorno, almeno sulla questione del capoluogo. Adesso la politica livornese è al banco di prova definitivo: se i politici locali e i parlamentari si lasceranno sfuggire anche questa occasione di rilancio del ruolo politico ed economico di Livorno sapremo che si tratta di una classe dirigente da rottamare definitivamente.
*(coordinatore prov. Idv)
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