Gioco
Forse individuati altri trenta fusti tossici
Proseguono le analisi della nave della Marina che ha individuato “anomalie” in una zona a 4-6 miglia dalla costa
La nave idrografica “Ammiraglio Magnaghi” della Marina militare sta continuando nel lavoro di localizzazione dei fusti non ancora individuati persi in mare dalla motonave “Eurocargo Venezia” lo scorso mese di dicembre, al largo di Livorno, in un’area nei pressi dell’isola Gorgona. Si tratta di un compito, sottolinea la Marina, che l’unità idrografica «può assolvere grazie alla dotazione di sofisticate apparecchiature, quali il Side Scan Sonar e il magnetometro».
In 11 giorni di lavoro è stata esplorata un’ area di 12 chilometri quadrati, dove sono state condotte attività batimetriche propedeutiche all’impiego dello stesso sonar. Nelle ultime ore, nave Magnaghi ha iniziato una fase di «finitura», cioè di investigazione più fitta delle aree lasciate vuote, non investigate nelle precedenti ricerche. L’area esplorata è stata stabilita dopo «studi approfonditi» da parte dell’Istituto idrografico della Marina Militare, che ha valutato le correnti e le possibili derive che avrebbero potuto seguire i fusti. Una fase che potrebbe essere conclusa il prossimo 2 agosto. Nel corso dell’attività di ricerca è stata individuata una grossa concentrazione di «anomalie sonico-magnetiche, più di trenta, concentrate sulla direttrice nord-sud (parallela alla costa) a circa 4-6 miglia, sintomo della probabile presenza dei fusti tossici». Si stima che nave Magnaghi, al termine delle operazioni, avrà perlustrato circa 18 chilometri quadrati..
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