Gioco
Bettini non molla la poltrona: «Sono io il presidio di Sel»
L’assessore va avanti: la linea regionale del partito è la mia Cosimi: «È un buon assessore». Ma Ghilarducci lo scarica
LIVORNO. «Resto in giunta e non lascio il partito. Ormai sono io il presidio di Sel in Comune, l’unico garante rispetto al fatto che il bilancio venga approvato così come votato, con i 185mila euro in più per la cultura chiesti con gli emendamenti di Sel». Maurizio Bettini non si dimette. E non riconsegna neppure la tessera con il simbolo di Vendola, dopo che in consiglio comunale il suo partito lo ha sfiduciato votando contro l’atto più importante del suo mandato: la trasformazione di Atl e del trasporto pubblico.
L’assessore non si smuove di una virgola. «Non lascio Sel – dice – perché la mia posizione è coerente con quella del partito a livello regionale. Una linea contenuta nel documento del marzo 2012, scritto da me e dagli assessori Vivoli (Massa) e Santoni (Pisa), discusso anche con i sindacalisti e gli amministratori iscritti a Sel in tutta la Toscana. In quel documento il partito appoggia le aggregazioni delle aziende di trasporto verso la gara per il gestore unico dei bus toscani».
«Sel – insiste Bettini – non ha sfiduciato me, ma la linea regionale del partito. È stato un errore uscire dalla maggioranza. Se il problema è l’atteggiamento del Pd rispetto al governo Monti, perché in altri Comuni si sono fatte scelte diverse? A Livorno – accusa – Sel si è schiacciata su un radicalismo protestatario che rincorre Idv e comitati. Ormai votano strumentalmente contro tutto. Così pensano di conquistare il consenso, ma gli elettori di centrosinistra non vogliono più essere “sgovernati”».
Secca la replica del segretario provinciale, Andrea ghilarducci: «Se fosse stato il presidio di Sel in Comune avremmo fatto altre scelte insieme e avrebbe portato la giunta un po’ più a sinistra».
Nonostante il clima livornese Bettini tiene la tessera: perché non lascia la giunta? Ieri erano in parecchi a tirare in ballo la «poltrona» e a ripetere che «non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca». «Potevo scegliere di uscire e fare il bel gesto – controbatte lui – ma resto come interlocutore credibile e responsabile per tenere in piedi il rapporto col Pd, perché la momentanea divergenza non si trasformi in una rottura definitiva». «Il sindaco – chiude – mi ha detto di andare avanti. Il nostro rapporto è ottimo. In passato ci sono stati momenti di gelo, ma sempre su atti specifici, non sulla strategia. Ora guardo a Pensiamo in Grande e alla stesura del bando regionale per il Tpl».
In effetti Cosimi non sembra intenzionato a dargli il ben servito. «È un buon assessore – taglia corto – ci sono partite importanti alle quali abbiamo dato un’accelerata, parleremo nei prossimi giorni e valuteremo insieme». Rispetto a Sel, «non abbasso né alzo la testa, Bettini è un assessore di questa giunta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google