Il Tirreno

Livorno

Bancarotta e fatture false: 16 indagati

di Lara Loreti
Bancarotta e fatture false: 16 indagati

Sequestro preventivo della discoteca La Barcaccina e dell’Astragalo, ma i locali restano aperti

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Sabato scorso ha festeggiato il suo nono compleanno con migliaia di persone e alcuni ospiti vip come Marco Masini, Solange, Carlo Conti e Igor Protti. Ma intanto l’Astragalo, ristorante e discoteca con vista mozzafiato sulla baia del Quercetano a Castiglioncello, è stato sottoposto a sequestro preventivo dalla Guardia di finanza. La stessa sorte è toccata alla Barcaccina, locale alla moda che affaccia sulla spiaggia al centro di Vada. Due locali frequentatissimi non solo da livornesi ma da clienti provenienti da tutta la Toscana e non solo. Un provvedimento, quello del sequestro preventivo, scattato dopo alcuni controlli fiscali fatti dalla Guardia di Finanza e che è stato eseguito nei giorni scorsi. I locali restano comunque aperti, ma saranno gestiti da un amministratore giudiziale che vigilerà sui conti. Nel mirino delle fiamme gialle infatti c’è la gestione finanziaria delle 2 strutture. Entrambi i discobar fanno riferimento alla stessa società, la Astragalo srl, amministrata da Maria Burgalassi, sorella di Cesare, direttore artistico dell'Astragalo a Castiglioncello che insieme a Marcello Gucci è considerato l’anima dei locali.

La gestione societaria delle due discoteche, secondo le fiamme, ha avuto dei legami con la Metropolis spa, da tempo al centro di una vasta attività di polizia giudiziaria coordinata dalla Procura di Livorno. Il blitz della finanza si inserisce dunque in una grande inchiesta per bancarotta fraudolenta legata al crac della Metropolis spa, la società che gestiva l’omonima discoteca a Marina di Cecina, molto gettonata nell’ambito della movida notturna sulla costa livornese: nuovi accertamenti nell’ambito dell’indagine hanno portato all’iscrizione sul registro degli indagati di 16 persone.

Tutta l’operazione delle fiamme gialle, infatti, nasce da un’indagine economico-finanziaria condotta nei confronti della Metropolis spa, società poi fallita nel 2009. Ma cosa c’entra la Metropolis spa con l’Astragalo e con la Barcaccina? I finanzieri nei mesi scorsi hanno fatto varie verifiche incrociate, ispezioni e hanno esaminato numerosi dati legati alla Metropolis, acquisiti dagli istituti finanziari presso i quali l’azienda indagata aveva operato. Altri documenti contabili, e non, sono stati acquisiti attraverso perquisizioni nei locali aziendali e privati che erano a disposizione delle persone indagate. Un lavoro certosino quello della finanza che da un lato ha permesso di scoprire delle irregolarità nella gestione della società Metropolis, dall’altra ha fatto emergere anche anomalie contabili che avevano determinato il fallimento di un’altra società, che aveva gestito i due locali notturni di Vada e Castiglioncello. Tale società era gestita dalle stesse persone già nel mirino della magistratura.

I finanzieri hanno ipotizzato un ammanco di un milione e 300mila euro e l’emissione di fatture in tutto o in parte inesistenti, per un totale di oltre 400mila euro. Il modus operandi illecito ipotizzato dalla finanza è questo: in pratica, prima che la società che gestiva commercialmente queste attività fosse dichiarata fallita dal Tribunale di Livorno, i suoi amministratori - effettuando ad arte una scissione - avrebbero trasferito solo formalmente la gestione ad una ulteriore, nuova impresa, rappresentata da persone fisiche parenti fra loro.

Sulla base di queste indagini, il pm Massimo Mannucci ha chiesto e ottenuto dal gip le misure cautelari quali il sequestro preventivo delle quote sociali e dei beni aziendali della società che attualmente gestisce i due locali notturni, per un valore complessivo pari a circa 720mila euro.

I due locali restano regolarmente aperti. Una decisione che non penalizza i numerosi dipendenti, che quindi potranno continuare a lavorare senza problemi. Niente paura dunque neanche per gli amanti della vita notturna. Ma la decisione è anche volta a consentire di soddisfare i crediti vantati dall’erario attraverso il prelievo dei profitti dell’attività: la gestione infatti è stata affidata ad un amministratore giudiziario nominato dal tribunale che dovrà controllare ogni movimento contabile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa