Il Tirreno

Livorno

Via dei Sette Santi, è caos sul parcheggio

di Juna Goti
Via dei Sette Santi, è caos sul parcheggio

I posti nati per essere pubblici sono stati venduti a un privato. Area e auto recintate: i condomini chiamano i carabinieri

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LIVORNO. Il parcheggio nato per essere pubblico è poi venduto a un privato: l’area viene recintata, i residenti dei palazzi si sentono «ingabbiati» e «beffati», e in via dei Sette Santi arrivano polizia e carabinieri.

Il caos è scoppiato ieri all’altezza del civico 19, ma il caso affonda le radici negli anni Novanta, quando il Comune rilasciò una concessione per la costruzione di alcuni palazzi tra via dei Sette Santi e via del Fantasia in cambio della realizzazione, da parte della ditta costruttrice, di alcune opere di urbanizzazione. Tra queste un parcheggio pubblico di una quindicina di posti davanti al numero civico 19.

Dopo una serie di passaggi che gli uffici comunali stanno ricostruendo, anche il fabbricato del Settecento adiacente ai palazzi era stato ceduto al Comune, che nel '99 aveva fatto una transazione con la curatela fallimentare: aveva rinunciato alla palazzina (un immobile particolare, diventato un rudere, dove si dice avessero dormito anche Papi e cardinali) in cambio di una cifra regolarmente versata. Il bene era stato poi messo all’asta e venduto alla società Mellini, che ne è ancora proprietaria. Il punto è che al privato non fu venduta solo la palazzina, ma anche il parcheggio pubblico davanti al condominio (anche quello finito all’asta). Lo hanno confermato ieri da Palazzo Civico, lo hanno verificato gli stessi condomini.

Il caos è scoppiato ora perché i privati stanno dividendo la palazzina storica in una serie di appartamenti e il parcheggio è stato recintato: la rete arriva quasi al passo carrabile del condominio vicino, rasenta il marciapiede che porta all’ingresso (per entrare si deve attraversare un corridoio tra le siepi e la nuova rete) e chiude il passaggio pedonale che collegava via dei Sette Santi a via del Fantasia. Lungo la recinzione ci sono i cartelli che avvisano che la proprietà è privata: «Si comunica che dal 25/7/2012 sarà completata la recinzione di chiusura». Ieri mattina, quando sono scesi di casa, i residenti hanno quindi trovato auto e scooter chiusi nel recinto e hanno chiamato i carabinieri. Il proprietario ha chiamato la polizia.

Gli abitanti sono una furia, se la prendono col Comune e gridano al «clamoroso errore». «Come è possibile – ripetono Monica Spadoni e Salvatore Orfano – che un parcheggio pubblico realizzato a scomputo degli oneri di urbanizzazione sia stato venduto?». In attesa di accertamenti si sono rivolti a un legale per chiedere che la recinzione sia tolta.

L’avvocato ha scritto al Comune e al vicino, Franco Mellini, che ha già chiarito per scritto che «è stato accertato anche dall’amministrazione che l’area è di mia proprietà. I lavori per cui sono stati posti i cartelli di divieto di sosta e la recinzione non pregiudicano gli accessi carrabili e pedonali al condominio e sono necessari per opere concordate con Asa». Ma le recinzioni «non saranno rimosse neanche dopo il completamento dei lavori».

Il caso è diventato subito politico. Capuozzo (Udc) ha presentato un’interpellanza, mentre Tramonti (Pd) chiederà che «sia convocata una commissione per analizzare gli aspetti che hanno portato il Comune a cedere l'area: è anomalo che sia stato ceduto un terreno dove era previsto un parcheggio pubblico ed è assurdo che sia stato ceduto il percorso pedonale che sta nel mezzo, dividendo in due questa zona. Chi ha sbagliato, tra dirigenti e funzionari, si assuma le proprie responsabilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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