Lutto
«Simo, torna presto al lavoro ci manchi»
La compagna Sara e i colleghi di Precisamente a Calafuria incitano Gonnelli a guarire presto. Continuano le indagini
LIVORNO. «Simone, ci manchi, torna presto al lavoro con noi». L’assenza di Gonnelli al lavoro si sente, eccome. Ne sanno qualcosa i colleghi di “Precisamente a Calafuria” e la sua compagna, Sara Salvadori, che in questi giorni ha presto il suo posto nel locale. «Senza di lui è tutto diverso e tutto più difficile - dice la giovane, 33 anni, che lavora con Simone nella gestione del discobar - In questi giorni sto cercando di sostituirlo, ma non è facile: uno come lui è impossibile da rimpiazzare. Non manca mai dal locale: anche quando è malato lui viene sempre». Chi lavora con Gonnelli lo definisce un vero ciclone. «È l’anima del Calafuria - dice un dipendente - Qui tutto ha il suo tocco, a partire dalle serate, aperitivi e musica. Quando è in consolle è implacabile».
Lo stesso imprenditore, 44 anni, dal letto del reparto di Neurochirurgia, dove è ricoverato, dà importanti segnali di ripresa. Gonnelli è in ospedale da venerdì notte, quando nel giardino della sua villa in via del Glicine a Quercianella due persone incappucciate lo hanno aggredito e rapinato, e al culmine della colluttazione gli hanno sparato. Lui stesso ha confidato alla sua ragazza di non vedere l’ora di tornare alla carica. «L’ho sentito più sereno - dice Sara Salvadori - È in miglioramento, anche se ormai gli effetti positivi dell’anestesia sono svaniti e lui sente molto dolore. È pieno di contusioni. E poi ci sono i traumi più importanti alla spalla e alla testa, dove è stato operato».
L’imprenditore in queste ore riflette sulla brutalità dell’agguato subìto e anche sull’audacia con cui ha affrontato gli aggressori. «Simone sta cominciando a focalizzare cosa è successo e quanto ha rischiato. Si sente fortunato perché tutta quella violenza, e soprattutto la sua reazione, potevano avere conseguenze ben più gravi sulla sua salute». Gonnelli infatti, pur aggredito da due uomini armati, è riuscito a disarmarne uno e ad avere quasi la meglio su di loro. È stato allora che un malvivente ha estratto la pistola e ha fatto fuoco.
Intanto continuano le indagini della squadra mobile della polizia, guidata da Marco Staffa. Le ipotesi investigative per il momento restano due: la rapina e l’agguato mirato a un regolamento di conti o ritorsione verso Gonnelli. La polizia scientifica sta analizzando il proiettile e il bossolo sparato. Sono in fase di studio anche le impronte rilevate sui bastoni usati dagli aggressori (lasciati nel giardino) e le tracce lasciate sul cancello della villa.
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