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Livorno

Atl, Sel sfiducia il suo assessore

Atl, Sel sfiducia il suo assessore

In consiglio comunale il capogruppo Giannini non vota le delibere sul Ctt (approvate). Ecco come cambierà l’azienda

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La sfiducia di Sel al suo assessore (quella ufficiale, dopo l’uscita dalla maggioranza) è arrivata in nottata, dopo un rumoroso e delicatissimo consiglio comunale sul futuro del trasporto pubblico. L’assessore Maurizio Bettini ha messo sul banco la delibera che, in vista della gara regionale che deciderà il gestore unico dei bus toscani, prevede il versamento da parte del Comune di Livorno di 3milioni più Iva all’anno, per nove anni, come montante della gara.

Contemporaneamente il vice sindaco Bruno Picchi (Pd) ha portato in votazione le linee di indirizzo che guardano all’ingresso di Atl nella Compagnia toscana trasporti.

Picchi ha fatto sapere che entro il 30 settembre Atl dovrebbe entrare nel Ctt con Pisa e Lucca, conferendo il suo patrimonio. Il nuovo soggetto dovrebbe essere al 60 per cento pubblico (30 per cento Pisa che però non ha ancora detto quando ci metterà la sostanza, 18 livorno e 12 Lucca) e per il resto privato (Lazzi e Cap di Prato). Resta fuori Pistoia. Il Ctt avrà un unico consiglio di amministrazione con Livorno che all’inizio manterrà la presidenza (sempre Alfredo Fontana), Pisa il coordinamento istituzionale e Lucca avrà la sede e un sindaco revisore. Atl non sarà smantellata subito, ma resterà in piedi con l’azzeramento del Cda e il mantenimento del solo presidente per chiudere i contenziosi che esistono sia con i lavoratori che con gli enti locali.

In consiglio le opposizioni e gli ex alleati sono andati all’attacco, puntando il dito contro «la dirigenza che non funziona ma non cambia» e le «non sufficienti garanzie su posti di lavoro e retribuzioni». I lavoratori hanno protestato in aula e c’è stato anche qualche momento di tensione tutto interno ai sindacati.

Il capogruppo di Sel si è messo di traverso al percorso tracciato per Atl chiamando in causa il recente pronunciamento della Corte Costituzionale sulla privatizzazione dei servizi pubblici e dicendo che le aggregazioni verso la gara unica non convincono più. L’assessore gli ha fatto notare, visibilmente scocciato, come la stessa Sel sia stata fino a oggi, anche a livello regionale, tra i principali sostenitori della riforma. E facendo esempi di realtà in fallimento, ha ripetuto che l’alternativa all’ingresso nel Ctt è la vendita ai privati. Alla fine le due delibere sono state approvate con il sì di Pd e una parte dell’area centrista. Sel ha votato no su tutta la linea. E di fatto contro il suo assessore.

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di Redazione web