La protesta
Province, esplode la guerra degli sfottò
I pisani scendono in piazza contro la perdita del capoluogo e i livornesi scatenano l’ironia su Facebook
LIVORNO. «Non si possono mescola’ le fave co’ fagioli». Chissà chi sono le fave e chi i fagioli. Di certo c’è che su Facebook livornesi e pisani (con qualche capatina dei fiorentini) se le stanno dando di santa ragione. A colpi di ironia e sfottò, come forse non accadeva dai tempi del derby in serie C. Là dove negli ultimi anni non è riuscito il calcio sono arrivate le Province. O meglio gli accorpamenti delle Province, con Pisa che stando a quell’articolo 17 scritto nero su bianco nel decreto Spending Review, potrebbe finire proprio sotto Livorno.
I cugini crociati non l’hanno presa bene: Livorno capoluogo di Pisa forse non coinciderà con centro del potere economico e politico (la città della Torre ha di che farsi valere), ma è bastato immaginare il cartello con la scritta “Pisa (Li)” a scatenare – risvegliare – la storica rivalità.
Due giorni fa fuori dall’arena Garibaldi è comparso un maxi striscione con la scritta: «Giù le mani da Pisa e Provincia, mai con Livorno m...». Ieri mattina i promotori del gruppo Facebook “Pisa deve rimanere capoluogo di Provincia”, oltre 21mila membri, hanno addirittura protestato in piazza Vittorio Emanuele. In cinquanta si sono riuniti tra la stazione e La Borsa sotto un sole cocente, armati di maglie rosso-crociate, bandiere della storica Repubblica e scritte come «Grazie a Dio non sono livornese». È c’è anche chi ha minacciato di riportare la carta di identità in Comune in caso di “conquista”.
La risposta dei Quattro Mori e della città del Vernacoliere non si è fatta attendere. Ad accendersi è stato soprattutto l’ormai gettonatissimo gruppo Facebook dal titolo che è tutto un programma: “Dio ti guarda leva ir dito dar naso”, oltre 53mila “mi piace”. Gli sfottò la fanno da padrone. Scrive Giancarlo Caverni: «Dai li tratteremo bene come tutti gli altri paesoni della nostra provincia, un siamo mica razzisti!». Fabio Gennari butta giù un manuale della nuova Pisa : «Tutti i cartelli recanti la scritta Pisa verranno sostituiti con "Livornoshire”» e «Borgo Stretto sarà rinominato via dell'Acciughe». «Ti sei dimenticato la stazione: non più "Pisa centrale" ma “Livorno nord”», scherza Walter Sarti. Stefano Pirchio si scatena: «Boia dé, era una vita che un aspettavo altro: ora tutti i pisani devono saper dire boia dé e accettare che la prossima generazione di figli nasca a Pisa Provincia di Livorno... vi si manderà a fare la Barontini sui fossi». Daniele Marella rincara: «Io proporrei anche all'istituto alberghiero un’ora obbligatoria di preparazione del cacciucco, der ponce e der 5 e 5!». Il botta e risposta va avanti sul web. «Abbiamo combattuto una vita per essere fieri di essere pisani – controbatte Simone Albani – e ora ci vogliono fa’ diventa’ meticci, un si po’». E Gianfranco Baudo: «Io sono già imbastardito, c’ho la moglie livornese...». Matteo Pacchiarini, da elbano doc, mette le mani avanti: «Ma l'Elba un si pole stacca' e fare stato a parte, come Samoa o Tuvalu? Va bene dà i sordi a Livorno capitale, ma i quattrini delle nostre tasse ai pisesi no». Perla finale: sulla loro pagina di Fb i commercianti dello storico Mercato centrale hanno affisso il cartello virtuale: «Torno subito, il tempo di annettere Pisa a Livorno». Che il duello continui...
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