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Livorno

Terremoto nel Pd, l’area Martelli minaccia l’uscita

Terremoto nel Pd, l’area Martelli minaccia l’uscita

Malumori su porto e sanità: dopo la lettera del coordinatore si riuniscono i filo-Bolognesi. Mercoledì palla alla segreteria

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LIVORNO. Le ragioni dello scontro interno sono scritte nero su bianco nella lettera pubblicata dal Tirreno il 25 luglio e firmata dal coordinatore della segreteria territoriale del Pd, Marco Martelli, e dal responsabile economico, Paolo Borghi: in quella lettera si parla di «errore» e «clamorosa sconfitta» nella caso della Compagnia portuale, «l'ultimo e più grave episodio di una serie di posizionamenti del Pd». E via con le critiche alla “linea” sanitaria («con la richiesta di avvicendamento del direttore generale al di fuori della logica di una offerta territoriale dei servizi sanitari e sociali») e i rapporti tra partito e istituzioni («mai discussi in maniera approfondita, anzi assunti ignorando le perplessità dei singoli»).

La lettera non è affatto piaciuta ai segretari, né a Yari De Filicaia né a Samuele Lippi, che per mercoledì ha convocato i vertici territoriali del Pd. Alle 21 la direzione si riunirà per parlare del riassetto delle Province, ma la segreteria delle 17 prenderà in esame anche il “caso” Martelli, numero 2 della squadra di Lippi che con quella lettera ha espresso più di qualche perplessità.

Il punto è che a rumoreggiare non sono solo i due firmatari del documento, ma molti degli esponenti che fanno capo all’ex area franceschiniana nata in città attorno a Marida Bolognesi. Venerdì sera una ventina di iscritti si sono riuniti al circolo di Antignano e il clima si è fatto rovente. A cercare di fare da pompiere, stando a quanto riferito dai presenti, è stata proprio Marida Bolognesi che già dal pomeriggio, contattata al telefono, minimizzava sugli umori dei suoi. A quell’incontro hanno partecipato molti volti noti del partito: sia rappresentanti delle istituzioni che membri della direzione, come il presidente del consiglio comunale Enrico Bianchi, Gino Baldi, Eleonora Agostinelli (area scuola), Rocco Martorano. Poi Martelli e Borghi.

La discussione è stata accesa, il malumore crescente. Su un punto hanno concordato in parecchi: «Se Martelli sarà invitato a lasciare, usciremo tutti dagli organi rappresentativi del partito».

Lippi prova a gettare acqua sul fuoco, ma non si nasconde dietro a un dito: «Mi dispiace quando si dissente utilizzando i giornali, sono per discutere in altre sedi. C’è stata una leggerezza, voglio vederla così. E poi nemmeno loro sono un monolite, non la pensano tutti allo stesso modo. Io sono per lavorare per tenere tutto insieme, il momento che stiamo affrontando richiede questo. Ne parleremo mercoledì, vedremo come si porranno...»

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