Il dolore
«Procedure sospette e pagamenti supervelocizzati»
LIVORNO. «Procedure e firme sospette e pagamenti supervelocizzati». Nel giorno in cui Livorno viene designata come capoluogo della Provincia che verrà, il presidente Giorgio Kutufà si siede sul banco...
LIVORNO. «Procedure e firme sospette e pagamenti supervelocizzati». Nel giorno in cui Livorno viene designata come capoluogo della Provincia che verrà, il presidente Giorgio Kutufà si siede sul banco dei testimoni durante la prima udienza del processo che vede imputata con l’accusa di abuso d’ufficio Danila Vannucci, 60 anni, ex funzionario responsabile del progetto d’interesse comunitario a palazzo Granducale. La deposizione fiume del presidente che nel 2008 firmò l’esposto che dette il via all’inchiesta della Procura sulla presunta “Parentopoli in Provincia”, dura quasi quattro ore durante le quali ripercorre il sistema attraverso il quale l’Ente pubblico ha gestito dal 2004 in poi le risorse e l’affidamento degli incarichi che riguardavano i progetti europei. «Fino al 2006 se ne occupava l’istituto Isri – ricorda Kutufà consultando il fascicolo alle quali sono state allegate delibere e documenti – poi nel gennaio del 2006 la società si sfilò». È a questo punto che si inserisce la Css srl una società della quale fanno parte due ex dipendenti Isri e la figlia della funzionaria (uscita poi l’anno successivo) che nel frattempo firma documenti relativi alla pratica che «solitamente sono responsabilità del dirigente» che a quell’epoca era Gino Fantozzi, indagato nell’indagine e poi prosciolto al termine dell’udienza preliminare.
In quindici giorni tra il 4 e il 19 gennaio 2006 la Css riesce ad ottenere l’incarico «senza bando per l’urgenza della pratica» e incassare metà dei 103mila euro previsti dall’accordo. È la stessa Vannucci a chiedere alla srl di presentare la prima fatturazione.
«È stato un pagamento supervelocizzato – ammette Kutufà – reso possibile fino a un certo punto dalla delibera di giunta dell’anno precedente attraverso il quale i soldi destinati a questo progetto non arrivavano alla Provincia e non erano bloccati dal Patto di stabilità ma transitavano per Provincia e sviluppo».
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