Gioco
Non sarà Giorgio Kutufà il traghettatore dell’ente
Gli step: oggi il voto in Senato, poi 60 giorni per definire i confini dei territori Probabile un commissario. Il presidente sarà votato dai consiglieri comunali
LIVORNO. Primo gennaio 2014. Secondo le intenzioni del governo sarebbe questo il termine ultimo per dar vita al nuovo mondo su base “superprovinciale”, anche se il premier Mario Monti ieri sera ribadiva che l’accorpamento delle nuove province che diverranno 43 rispetto alle 107 attuali partirà dal primo gennaio 2013.
Le tempistiche italiane però e il fatto che in molte province si voterà nella primavera del 2014 lasciano credere che il via libera alla nuova organizzazione slitti di qualche mese. L’alternativa sarebbe quella di un commissariamento della nuova Provincia in attesa delle votazioni. E’ infatti escluso che il presidente in carica, nel caso di Pisa e Livorno, Giorgio Kutufà assuma il comando del super ente anche soltanto per traghettarlo alle elezioni.
Il percorso fino alla primavera 2014 si prospetta lungo. Si comincia quest’oggi, con l’approvazione nell’aula del Senato del testo blindato sulla spending review al cui articolo 17 si parla di soppressione e razionalizzazione delle Province. Convertito in legge il decreto, scatteranno i sessanta giorni durante i quali i Cal, i consigli delle autonomie locali istituiti in ogni regione, dovranno confrontarsi per proporre il nuovo disegno delle province.
Le ipotesi sul tavolo toscano sono abbastanza limitate, anche se il Pd (come si legge nella pagina a fianco) auspica una soluzione diversa. Si deve parte dal presupposto che possono essere unite solo province confinanti e che il territorio metropolitano della provincia di Firenze deve restare così com’è.
Cosa può succedere? Da un lato ci sono Pistoia e Prato che neanche insieme hanno i numeri richiesti dalla legge. E che dunque devono essere unite a Lucca. Poi c’è Massa che non potendo essere unita a Pisa con cui non confina deve per forza accorparsi a Lucca-Pistoia-Prato. Restano Livorno e Pisa. E restano Grosseto e Siena, visto che Arezzo alla fine resterà probabilmente autonoma.
Disegni diversi sembrano difficili. E anche la possibilità che alcuni territori possano staccarsi da una provincia per annettersi a un’altra (Piombino e l’Elba a Grosseto, la Versilia a Pisa e Livorno per poi fare da ponte con Massa e creare una grande area costiera) sembra destinata eventualmente a subentrare successivamente, ma non nella discussione immediata dei Cal. Passati i sessanta giorni, la proposta dei consigli autonomi locali (formati dai presidenti di tutte le province, dai sindaci dei comuni capoluoghi e di altri importanti centri e dai presidenti delle comunità montane) dovrà essere approvata dalla Regione e successivamente passerà nelle mani del governo.
A quel punto si inizierà a lavorare per la nuova organizzazione con obiettivo 2013-2014. Quando sarà eletto il primo presidente della nuova provincia. Qui, come sottolinea giustamente Pieroni, sarà Pisa probabilmente a trionfare: non ci sarà più infatti l’elezione diretta del presidente, ma il numero uno del nuovo ente sarà eletto tra e dai consiglieri comunali eletti nelle varie amministrazioni. E i 39 Comuni dell’attuale provincia di Pisa contro i 20 di Livorno lasciano ben intendere come andrà a finire: un presidente di area pisana con sede a palazzo Granducale.
Su tutto questo pende tuttavia una questione: il giudizio di costituzionalità riguadante il taglio delle Province su cui la suprema corte si esprimerà il 6 novembre.
Giulio Corsi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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