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Incendio alla Lonzi, verdura contaminata: il Comune vieta il consumo

 Incendio alla Lonzi, verdura contaminata: il Comune vieta il consumo

Divieto di consumo di tutti i vegetali a foglia larga coltivati nell’area fino a 500 metri dalla ditta. La decisione è stata presa su richiesta dell’Asl 6 in seguito ai risultati delle analisi Arpat su aria, suolo e vegetali

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Divieto di consumo, a uso umano e zootecnico, di cavoli, zucchine, zucca e di tutti i vegetali a foglia larga in un'area fino a 500 metri dalla Lonzi Metalli (lato verso città), azienda nella quale il 12 luglio scorso si era verificato un incendio. E un invito ai proprietari dei terreni (sempre quelli circostanti la Lonzi) a distruggere gli ortaggi coltivati, fino a nuove comunicazioni.

È quanto stabilisce un'ordinanza comunale emanata oggi, su richiesta di Asl 6, a seguito della trasmissione da parte di Arpat delle analisi su aria, suolo e vegetali.

Le analisi hanno rilevato la presenza sugli ortaggi a foglia larga "di valori di concentrazione superiori ai limiti di riferimento consentiti dalla norma del parametro PCDD (PoliCloroDibenzoDiossine) e PCDF (PoliCloroDibenzoFurani) I-TEQ (Indice di Tossicità Equivalente)". Non risulta invece alcuna contaminazione nell' aria e nel terreno.

L'ordinanza di oggi segue l'avviso alla cittadinanza che fu emanato a scopo cautelativo, subito dopo l'incendio alla Lonzi Metalli, in attesa dei dati di Arpat sulla ricaduta dei materiali di combustione. Per avere i risultati delle analisi sono stati necessari 16 giorni, ma nel frattempo? In quanti avranno mangiato verdure provenienti da quella zona durante queste due settimane?

In quell'occasione erano stati già avvisati anche tutti i proprietari dei terreni circostanti la ditta Lonzi di non utilizzare le colture cerealicole ad uso umano e zootecnico orticole e di usare la massima cautela per quelle orticole, fino all'acquisizione dei dati di controllo. La Circoscrizione 1 sta coadiuvando il Comune nella diffusione capillare dell'ordinanza.

Intanto, come spiegano gli assessori all'Ambiente del Comune di Livorno Mauro Grassi e Nicola Nista, è forte l'impegno degli Enti Locali per favorire la delocalizzazione in tempi brevi della Lonzi Metalli e di altre aziende che trattano rifiuti.

" Comune e Provincia - dichiarano Grassi e Nista - hanno risolto i problemi di rischio idraulico dell'area, sbloccando di fatto la questione della variante Puntone del Vallino, che è una delle possibili aree di delocalizzazione di aziende che trattano rifiuti, fra le quali la Lonzi".

È imminente dunque, secondo l'assessore Grassi, "l'adozione in Consiglio Comunale di questa variante che dà la possibilità al Comune di delocalizzare la Lonzi, sulla base di un accordo del 2010, anticipando quanto verrà complessivamente affrontato nel Nuovo Piano Strutturale. Piano che - specifica l'assessore Grassi - analizzerà la situazione di tutte le aziende pericolose del territorio livornese che devono essere allontanate, individuando le soluzioni per la delocalizzazione".

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