Il Tirreno

Livorno

«Auto ko, carta finita e personale all’osso», la Procura al collasso

di Federico Lazzotti
«Auto ko, carta finita e personale all’osso», la Procura al collasso

Francesco De Leo lancia l’allarme e chiede aiuto al Comune «Per le fotocopie ricicliamo i vecchi fascicoli archiviati»

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LIVORNO. Parli con un agente di polizia giudiziaria di lungo corso e ti racconta che «le macchine a nostra disposizione sono vecchie e scassate, roba da terzo mondo: da vergognarsi ad andarci in giro. Il motivo? Nessuno fa più alcuna manutenzione e questo è il risultato». Incroci un dipendente fuori dalla stanza di un pubblico ministero e se chiedi come va scuote la testa. «Siamo sempre meno, il carico di lavoro aumenta e mancano pure le penne. Altro che fannulloni». Ne incontri uno che ha l’ufficio al piano terra e scopri che può andare pure peggio: «Venga a vedere il mio ufficio – dice – si renderà conto in che condizioni siamo: intonaci cadenti e bolle di umidità ovunque».

Il viaggio nei disagi della Procura della Repubblica di Livorno ad un passo «dal collasso» finisce nella stanza del procuratore capo Francesco De Leo, appena tornato dopo una settimana di vacanze. Così entrando ti accorgi di quanto i mugugni partiti dal basso siano arrivati fino alla stanza più nobile del palazzo in via Falcone e Borsellino.

È da qui che arriva l’ennesimo grido di allarme che riguarda il funzionamento della macchina giustizia in provincia. «Siamo a metà dell’anno – dice De Leo – e abbiamo già esaurito i fondi annuali per l’acquisto della carta». Il tutto mentre una circolare ministeriale, tra l’altro, ha annunciato che eventuali ordinativi extra budget non saranno sanati.

Risultato? Cassetti vuoti nelle macchine fotocopiatrici sistemati lungo i corridoi dei due piani del palazzo, risme gestite come bottiglie d’acqua nel deserto e avvocati costretti a portarsi la carta da casa per l’acquisizione degli atti.

«Facciamo tutto il possibile per riciclare il riciclabile – prosegue il procuratore – ma siamo veramente ridotti all’osso. Il problema è stato segnalato al Ministero, ma intanto abbiamo dovuto chiedere aiuto agli avvocati perché si portino la carta per le fotocopie e abbiamo chiesto una mano anche al Comune».

Eppure la spendig review della giustizia labronica era già partita da qualche mese, prima che il Governo Monti coniasse l’austerità.

Negli uffici, infatti, si ricicla qualsiasi tipo di carta, addirittura quella che sta nei procedimenti archiviati e si cerca di ottimizzare quella che serve per le notifiche. Ma non basta. «Se dobbiamo ascoltare qualcuno a verbale – spiegano gli investigatori – scriviamo e poi salviamo il documento su una pennatta usb. E quando il pubblico ministero vuole vedere il contenuto se lo deve andare a vedere sul computer».

La spesa per la carta della Procura livornese, che in un anno consuma in media 2500 risme di formato A4 e 90 di A3, è stata di 5.300 euro nel 2010, di 6.200 nel 2011 mentre per il 2012 la dotazione di fondi prevista si è fermata a 1.950 euro. Un taglio di poco meno di un terzo che ha voluto dire l’esaurimento del budget già a luglio.

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