La protesta
«Sono morti facendo ciò che amavano»
Tragedia a Lucca, il ricordo del presidente della scuderia livornese di rally Proracing: «Abbiamo perso due ragazzi d’oro»
LIVORNO. «Valerio e Daniela correvano con una nostra auto da quest’anno. Fino a poco tempo fa erano avversari, ma appena sono entrati a far parte del nostro team, siamo diventati uan squadra affiatata. S’è creato subito un buon feeling. Una cosa posso dire senza esitazione: abbiamo perso due ragazzi d’oro». A Fabrizio Bacci trema la voce quando, appena uscito dalla camera mortuaria a Lucca, trova a malapena le parole per ricordare i due atleti scomparsi durante la gara di rally a Lucca. Bacci è il presidente della Proracing Livorno, la scuderia che ha affittato a Valerio Catelani e alla sua compagna e navigatrice Daniela Bertoneri la Peugeot 207 su cui ieri stavano correndo. «Mai una tragedia aveva toccato così da vicino la nostra scuderia - dice Bacci - benchè non corressero per i nostri colori, la giovane, ma esperta coppia era infatti da tutti noi seguita. E facevamo il tifo per loro in quanto stavano correndo con la Peugeot 207 s2000 del team di Terrosi, solitamente utilizzata dai piloti della scuderia».
Da gennaio i due giovani, dopo aver corso con il gruppo Ctl Motorsport, erano approdati alla livornese Proracing, da un decennio attiva in città: «Io li conoscevo da una decina di anni e li ho sempre stimati, poi da quando erano venuti a Livorno il nostro rapporto era diventato ancora più stretto». I due atleti conoscevano bene l’auto su cui correvano? «Ne erano entusiasti - dice Bacci - Dopo il primo giro avevano detto che si erano trovati benissimo e avevano fatto un test la sera prima della gara. La macchin era a posto».
Il presidente riflette sulla crudeltà dell’incidente in cui i due giovani sono morti carbonizzati: «Non so cosa sia successo, c’è un’indagine in corso e saranno gli inquirenti a chiarire i fatti. Quello che posso dire è che probabilmente c’è stata un’errata valutazione del percorso, in corrispondenza di una curva insidiosa: metti le ruote nella posizione sbagliata e perdi il controllo del mezzo, succede anche ai campioni figuriamoci a noi appassionati del rally della domenica». Valerio e Daniela avevano alte aspettative, correvano per vincere. «Volevano piazzarsi, erano terzi prima di bucare una ruota. E in quel momento erano settimi e stavano rimontando - racconta Bacci sconvolto - Nel nostro sport basta accelerare di 10 chilometri orari per perdere il controllo. Purtroppo siamo tutti coscienti che si tratta di uno sport pericoloso, in cui un incidente, una gamba rotta, li metti nel conto. Ma una tragedia così non l’avrei mai immaginata. È una cosa troppo grande».
Bacci conosceva da tempo la coppia Valerio/Daniela. «Erano esperti, correvano da anni. Non erano degli sprovveduti, tutt’altro. Erano solo ragazzi appassionati di questo sport. L’amara riflessione che abbiamo fatto con i loro familiari, in camera mortuaria, è che se ne sono andati facendo ciò che entrambi amavano tanto».
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