Gioco
Dipendenti Atl raccolgono firme contro i vertici
Già cento sostenitori della petizione: nel mirino il passaggio alla Compagnia toscana trasporti
LIVORNO. La petizione ha iniziato a circolare tra le officine e le fermate dei bus dopo il consiglio comunale di venerdì: in tre giorni i lavoratori Atl (in tutto oltre 400) hanno raccolto quasi cento firme tra i dipendenti dell’azienda per chiedere al sindaco Alessandro Cosimi e ai primi cittadini della provincia di «non conferire Atl nella Compagnia toscana trasporti di cui fanno parte i responsabili del disastro Atl» e di «rimuovere la classe dirigente dell’azienda per la sua incapacità».
L’iniziativa non porta la firma dei sindacati, ma di un gruppo di lavoratori che mercoledì mattina parteciperà alla commissione presieduta in Comune dal dipietrista Andrea Romano (prevista anche l’audizione dei sindacati).
I dipendenti sono preoccupati per il percorso che porterà verso la gara unica per il gestore dei bus in Toscana e chiedono garanzie sul mantenimento dei posti di lavoro. In più contestano il passaggio intermedio al Ctt (la cessione del ramo di azienda dovrebbe essere deliberata dall’assemblea dei soci il 30 luglio) e dicono di non fidarsi dei soci privati e dei manager che terranno le redini dell’operazione.
«Vi è una grave crisi nel settore per le poche risorse destinate dal governo nazionale – si legge nella lettera indirizzata ai sindaci, che accompagna la petizione – e questa categoria è priva di ammortizzatori sociali (cassa integrazione). La riforma del trasporto pubblico in Toscana, così come presentata dalla Regione, non garantisce né i salari né i livelli occupazionali».
«Il processo di aggregazione – continua la nota – che si doveva compiere attraverso la formazione del Ctt che comprendeva Cpt Pisa, Atl livorno, Clap Lucca, Copit Pistoia come società pubbliche e Cap Prato - Lazzi come società private, a cui è stata affidata la "governance", non si è realizzato e oggi solo Atl, Clap e Cap hanno deciso di aggregarsi».
Va detto, però, che venerdì scorso - come confermato ieri pomeriggio dai vertici di Cpt – l’assemblea pisana ha approvato le linee di indirizzo verso l’ingresso nella Compagnia di area nord. Quella che poi, attraverso un’Ati, si unirà alle altre formazioni toscane per concorrere alla gara.
A pronunciarsi, entro la fine di settembre, dovranno essere gli oltre 30 Comuni di area pisana: Cpt vale 52 milioni di euro ed è pronta ad acquisire il 30 per cento di Ctt. Atl, di milioni, ne vale circa 11.
Ecco che i lavoratori livornesi contestano gli ultimi anni di governo dell’azienda (che è a maggioranza pubblica, anche se i privati, come Cap di Prato, esprimono figure di vertice). «Durante la gestione dei soci privati – scrivono – una serie di lavorazioni sono andate perdute con conseguente perdita occupazionale sul territorio e aumento di costi. Abbiamo perso la gestione parcheggi e il settore crociere da cui Atl si è autosospesa, sostituita da società private che producono utili».
La richiesta che circola tra le fermate dei bus è quindi di «non conferire Atl nel Ctt nord di cui faranno parte i responsabili del disastro Atl», di escludere Cap «considerando la nuova macro provincia di Livorno Pisa e Lucca come una nuova risorsa» e di «rimuovere la classe dirigente di Atl per la sua incapacità». In particolare il gruppo chiede la «rimozione del presidente, dell'amministratore delegato e del direttore d'esercizio». Ieri, nel box Atl di piazza Grande, c’erano circa 70 firme di autisti, altre si sono aggiunte tra le officine. Saranno consegnate al sindaco mercoledì.
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