Gioco
«Esami lumaca perché i medici ne segnano troppi»
LIVORNO. Secondo l’Asl 6 evidenziare solo i tre punti critici, ossia pronto soccorso, ricoveri e liste di attesa, è «una lettura parziale». Parola di Roberto Franceschi, responsabile del controllo...
LIVORNO. Secondo l’Asl 6 evidenziare solo i tre punti critici, ossia pronto soccorso, ricoveri e liste di attesa, è «una lettura parziale». Parola di Roberto Franceschi, responsabile del controllo gestione dell’Asl 6, che con dati, numeri e valutazioni del sistema sanitario ha a che fare tutti i giorni.
«Dalla sintesi del Mes - dice Franceschi - si capisce che Livorno nel 2011 ha migliorato nettamente le performance rispetto all’anno prima (risulta la prima azienda toscana come indice di miglioramento rispetto al 2010)». Certo Franceschi non nega le criticità. E anzi dà una interpretazione di questi punti dolenti.
Sulla soddisfazione per il pronto soccorso dice che «la criticità potrà anche esserci, ma la valutazione non tiene conto del fatto che nel 2011 la struttura di pronto soccorso cittadina è stata spesso un cantiere, che certo crea disagio. Siamo sicuri che la prossima rilevazione sarà molto più positiva». Non solo Franceschi aggiunge che «se è vero che l'indicatore della soddisfazioni dei cittadini è risultato in fascia rossa (su indagine telefonica) è anche vero che l'indicatore complessivo sui dati del pronto soccorso, ovvero comprendendo anche le attese al pronto soccorso, l'appropriatezza, gli abbandoni, il tutto complessivamente considerato è in fascia intermedia (gialla)». Per quanto riguarda i ricoveri, il grado di soddisfazione dei pazienti secondo Franceschi è influenzato da un ambiente ospedaliero che non è adeguato. «Ad esempio - prosegue - su Livorno non c’è l’aria condizionata. Una struttura vecchia non è paragonabile con quelle più moderne, per questo l’azienda fa bene a proseguire percorso per l’ospedale nuovo». Sul terzo punto critico, le liste di attesa, Franceschi sottolinea che in realtà «sono indicativamente analoghe a quelle delle altre aziende sanitarie. È un problema che l’Asl conosce e sta cercando di risolvere». Come? «Va detto che Livorno non ha un quantitativo eccessivo di attività intramoenia, che quindi potrebbe andare a far aumentare le liste di attesa nel pubblico. Le attese sono lunghe solo per certi esami, quelli di diagnostica pesante (tac, risonanze). Crediamo che una componente per questi ritardi sia la scarsa appropriatezza della domanda, ma già nel 2012 si vedono miglioramenti in questo senso».
Franceschi fa notare come, dal rapporto Mes, «risulta che in generale l’ambito del ricovero sia valutato positivamente. Su due punti in particolare, dimissioni volontarie e abbandoni del pronto soccorso (pazienti che non terminano l’iter sanitario) nel 2011 Livorno è migliorato fortemente, ma non abbastanza per raggiungere gli obiettivi indicati. Invece ci risulta che, già ad aprile 2012, gli obiettivi di quest’anno siano stati centrati».
(a.c.)
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