Il Tirreno

Livorno

Lutto in Comune, muore a 53 anni

Lutto in Comune, muore a 53 anni

Manuela Tranchida lavorava al museo Fattori dopo essere stata assunta nel 1988. «Era la faccia della cultura»

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LIVORNO. L’ultima a regalarle un’emozione è stata martedì sua figlia di 21 anni. «Mamma ho preso trenta all’esame», le ha detto dopo essere uscita dall’aula. Quella stessa notte Manuela Tranchida, 54 anni da compiere tra un paio di mesi, è stata colpita da un ictus e dal quale momento non si è più svegliata.

“Manu” era la faccia della cultura in Comune dov’era entrata giovanissima nel 1988 come amministrativa per poi essere trasferita al museo Fattori. «Amava viaggiare, leggere. Era una donna alla quale la cultura piaceva, le mancava solo la tesi per laurearsi alla facoltà di lettere», raccontano le amiche.

Per sapere quanto le piacesse viaggiare basta guardare la foto che ha scelto per il suo profilo Facebook: lei appoggiata su un’imbarcazione che attraversa un fiume, il cielo azzurro pizzicato dalle nuvole e alle sue spalle alcuni tetti spioventi del nord Europa.

Due anni fa poi , la scoperta della malattia, una leucemia che piano piano l’ha costretta a lasciare il lavoro senza mai smettere di combattere. Qualche mese fa era arrivata anche l’operazione per il trapianto. Giorni di speranza che però non sono serviti a risolvere la situazione. «La malattia si era rifatta sotto e le condizioni di salute nell’ultimo periodo non erano migliorate», racconta chi le è stata vicina fino all’ultimo.

Dopo il decesso, avvenuto mercoledì pomeriggio, ieri mattina si sono svolti i funerali. A dare l’ultimo saluto a Manuela c’erano le colleghe del Comune, gli amici e soprattutto c’erano il marito Giorgio Gasparini e la loro figlia che martedì l’ha fatta sorridere, prima di andarsene per l’ultimo viaggio.

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