Attenzione
Atl cambia pelle: posti a rischio
I sindacati incontrano Cosimi e chiedono garanzie occupazionali
LIVORNO. «Chiediamo garanzie sui posti di lavoro e sull’operato dei manager che ci stanno guidando in questa fase delicata per l’azienda». È alle stelle la tensione tra i lavoratori Atl, che ieri mattina hanno raggiunto il consiglio comunale per parlare faccia a faccia col sindaco Alessandro Cosimi.
L’azienda di trasporto pubblico sta per cambiare pelle. La Regione, com’è noto, ha deciso di mettere in piedi un unico soggetto che gestisca i bus di tutta la Toscana. Guardando alla gara che stabilirà il nome del gestore, le aziende del territorio si stanno organizzando tra mille polemiche e difficoltà.
Per Atl e Comune ci sono due scadenze stringenti: entro il 30 luglio Atl (circa 460 dipendenti) dovrà decidere se entrare nel Ctt, ovvero il consorzio che dovrebbe riunire le aziende di trasporto dell’area nord (Livorno, Lucca, Prato, ieri sembra avere sciolto il nodo anche Pisa). Dall’altra parte ci sono l’Ataf privatizzata di Firenze e la Tiemme (area sud, con Grosseto, Siena, Arezzo e Piombino): il disegno dice che le tre realtà andrebbero a costituire un’Ati che parteciperebbe al bando finale, nella speranza di battere la concorrenza agguerrita anche di soggetti internazionali.
E qui entrano in gioco i Comuni. Entro il 4 agosto l’assessore Maurizio Bettini conta di portare all’approvazione del consiglio comunale una delibera che prevede il versamento di 3 milioni più Iva all’anno per nove anni: soldi che andrebbero a costituire il montante della futura gara regionale.
Ma tra i lavoratori l’ansia è palpabile. «Chiediamo garanzie sul personale – ripetono Mirko Betti (Uil - Trasporti) e Massimo Biegi (Ugl) – con la nascita di una società unica si parla di mille esuberi in tutta la Toscana: come sarà gestito il passaggio? Con quali garanzie?».
A dimostrare che la fase è delicatissima c’è il ricorso firmato pochi giorni fa dalle stesse aziende di tutta la Toscana contro la gara regionale. Il presidente di Atl, Alfredo Fontana, il 29 agosto ha firmato l’atto con cui si chiede l’«impugnazione delle delibere regionali 492 e 493 del 4 giugno scorso, relative alla gara regionale del Tpl». Nell’atto si palesano dubbi sui criteri stabiliti dalla Regione per partecipare a quella gara: dal chilometraggio all’individuazione del personale e dei beni essenziali.
«Il ricorso – fa sapere oggi Fontana – è già superato, perché la Regione ha rivisto la delibera. In discussione c’erano i criteri di partecipazione al bando, non il disegno complessivo: io ero e resto un convinto sostenitore della necessità di fare fronte comune per gestire i servizi: ingresso nel Ctt e poi azienda regionale».
Ma dentro Atl sono in parecchi a frenare anche sulla stringente cessione del ramo di azienda. «Ci stiamo affidando a soggetti privati come Cap di Prato – reclamano i sindacati davanti a Cosimi – che sono già ai vertici di Atl (amministrazione e direzione) e che negli ultimi mesi hanno dimostrato spesso di non essere così convinti dell’ azienda unica regionale». I sindacati chiedono garanzie sui manager e sulla politica aziendale, «considerando che siamo riusciti a perdere la gara sui parcheggi, i servizi fuori linea (ad esempio i bus turistici) e il deposito nuovo ancora non c’è».
Cosimi difende tre punti: ingresso nel Ctt, costituzione di un’azienda che sia in grado di concorrere a livello regionale e impegno a scongiurare gli esuberi. «Un impegno – dice – che ho firmato come presidente di Anci». «La Regione – gli fa eco Bettini – ha già posto clausole sociali e concordato con i sindacati un fondo da 70 milioni da spalmare in nove anni per contrastare gli esuberi». «Se il percorso è quello tracciato – chiude Cosimi – il Comune si impegna a garantire tre milioni per nove anni, altrimenti – ammutolisce il consiglio – l’impegno salta, mettiamo in sicurezza l’azienda e poi la cediamo». Sia Fontana che i vertici dell’amministrazione, al contrario di quanto ipotizzato inizialmente, fanno sapere che l’azienda non sarà ricapitalizzata, oltre gli oltre due milioni già messi a bilancio del Comune per i servizi aggiuntivi.(j.g.)
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