Il Tirreno

Livorno

«La Compagnia così non può continuare»

di Juna Goti

Lippi (Pd): rispetto il voto dei portuali, ora lavoriamo tutti per cambiare marcia. Il segretario parla di sanità e alleanze

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LIVORNO. «La certezza è una: la Compagnia, così com’è non può andare avanti. Per questo avevamo chiesto aria nuova ai vertici. Non si tratta di rottamare, ma di prendere atto delle difficoltà e cambiare percorso: nessuno è per tutte le stagioni, me compreso. Ma rispetto il voto dei lavoratori, che è sovrano. L’importante ora è che tutti si mettano in testa che la Compagnia deve cambiare marcia».

La battuta sul rottamare del segretario territoriale del Pd, Samuele Lippi, arriva all’indomani del voto che ha portato all’elezione di Enzo Raugei da parte dei portuali. E anche all’indomani della visita a Livorno del rottamatore per eccellenza, Matteo Renzi, che ha parlato alla festa del Pd.

Livorno sarà anche una roccaforte bersaniana, ma Renzi ha fatto il pienone...

«C'era tanta gente. Renzi ha detto cose condivisibili, altre meno. Comunque sempre in un clima positivo».

Cosa non la convince?

«L'insistenza sulla rottamazione e la corsa alla guida del Paese. Più che di rottamazione parlerei di rinnovamento. E in questo senso la Toscana è avanti, basta guardare l’età e il percorso dei segretari livornesi. Sicuramente non è così a tutti i livelli, ma andiamoci piano con le parole. Faccio un esempio: alla Festa abbiamo ospitato Vannino Chiti che per esperienza, capacità e passione è una risorsa per il Parlamento. Non serve calcare tanto la mano sulla rottamazione: nello statuto del partito c'è la regola dei tre mandati che consente già il rinnovamento, salvaguardando l’esperienza».

Quindi alle primarie voterà Bersani?

«In modo convinto. Con rispetto e simpatia per Renzi. Ma voterò Bersani».

Vi siete presi un bel rischio a invitare nelle stesse ore Renzi e il governatore Rossi.

Un attimo di silenzio: «In effetti… però è andata bene. È stata una giornata intensa, partecipata, c'era un bel pubblico per Renzi e tanta gente ad ascoltare Rossi, che ha toccato temi chiave come sanità, spending review, riforma degli enti locali».

Il nostro territorio dovrà affrontare partite importanti, a cominciare dallo smantellamento della Provicia: Kutufà e Pieroni si muovo per un unico ente che gestisca Livorno e Pisa, Bonsignori chiede una Provincia-costa, Di Bonito invoca per protesta le dimissioni di massa. Il Pd che dice?

«Dice che bisogna lasciare da parte le provocazioni e trasformare questa fase in una opportunità: prendiamo il toro per le corna visto che ormai, sulla riorganizzazione delle Province, il governo non torna indietro. La stessa conferenza di programma del partito ha espresso la necessità di avere una visione più integrata del territorio: Livorno e Collesalvetti, ad esempio, devono iniziare a progettare il loro futuro insieme. Governare con una visione più allargata è positivo, basta che non si perdano le professionalità. Penso a un unico ente per il territorio che corrisponde grossomodo all’Ato: Livorno, Pisa, Massa Carrara, Lucca. In pratica l’idea della Regione quando ha pensato alla gestione allargata dei servizi e dei rifiuti».

Rifiuti: Bersani ha sdoganato l’idea di costruire un mega inceneritore a Livorno per tutto l’Ato. E l’alleanza con Sel e Idv si è frantumata. Siete davvero convinti?

«Il termovalorizzatore sta dentro la gerarchia del rifiuto individuata anche dall’Europa. È uno degli ingranaggi insieme alla raccolta differenziata. Livorno si può candidare ad essere un distretto del riuso, dentro al quale ci stia anche il nuovo impianto, che comunque dovrà essere valutato nelle dimensioni. Sarebbe una risposta sia occupazionale che ambientale, perché consentirebbe di chiudere il Picchianti. A settembre la Provincia presenterà il piano interprovinciale dei rifiuti: chiederemo garanzie ambientali e di tenuta economica dell’operazione».

Terzo nodo per la città: la sanità? Ma in clima di Spending review l’ospedale nuovo si fa davvero?

«L’assessore Marroni, intervenuto alla Festa, ha confermato l’impegno della Regione: è giusto dotare la città di un presidio nuovo, organizzato diversamente. Il problema vero è capire quale sarà da orain poi il modello di sanità toscano. Nell’area vasta si definiscano bene quali sono le competenze di ognuno, cercando di non penalizzare le aziende sanitarie rispetto agli ospedali universitari. Cecina sta già soffrendo la carenza di personale. In questo momento di scelte radicali la Regione crei un percorso che coinvolga i sindaci».

Ma la Calamai resta alla guida della Asl? Dopo le dimissioni annunciate da Viti anche il senatore Filippi ha alzato la voce. Il Pd ha chiesto un avvicendamento?

«La nomina dei direttore generali non compete certo a noi. Ma è legittimo chiedere che le scelte siano condivise. E onestamente abbiamo notato che spesso, ultimamente, non è stato così. Le dimissioni di alcuni medici e i sindacati fanno percepire che qualche difficoltà di relazione c’è: con le scelte drammatiche che dovranno essere fatte o c’è il modo di condividerle o sarà un problema. Il partito non ha chiesto avvicendamenti, ma è vero che ha intavolato una discussione con i sindaci della zona».

Parla di scelte drammatiche e impopolari: il Pd a Livorno dovrà farle da solo, perché prima Idv e poi Sel hanno detto addio alla giunta. La coalizione che ha vinto le elezioni non c’è più.

«Mi dispiace per l’uscita di Sel, è un piccolo fallimento per tutti. Noi ci siamo fatti carico di contribuire a tirare fuori l’Italia da questa situazione drammatica e la frammentazione sui territori non aiuta. Ma il Pd va avanti, è radicato sul territorio e ha i numeri per governare. Dentro a Sel c’è una discussione aperta: io spero che ci sia ancora la possibilità di ricostruire l’alleanza in un quadro che, come indicato da Bersani, guarda ai partiti riformisti. Non chiudo le porte neppure a Idv».

Juna Goti

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