Sicurezza
Cancelli, divieti, bagni: ecco il mare proibito
Da Marina di Carrara a Capalbio, 265 chilometri quasi mai accessibili a tutti. Sentieri sbarrati, proprietà blindate. E una battaglia ancora lungi da finire
Quello sì che fu uno scontro epico. Nella memoria collettiva dell’Argentario richiama la fiondata di Davide che fece stramazzare Golia al suolo. Anziché nella valle del Terebinto, si era però a Porto Ercole. Da un lato l’Associazione donne Argentario (Ada) capitanate dalla volitiva Maria Teresa De Angelis, dall’altro il condominio sulla spiaggia dello Sbarcatello, zeppo di vip come fosse Saint-Tropez: la segretaria dei reali d’Olanda, il regista Luigi Squarzina, l’ex ministro Giuseppe Guarino, rampolli della famiglia Borghese... In ballo c’era l’unico accesso al mare, che gli abitanti volevano riaprire e i villeggianti tener chiuso. Fu una braccio di ferro durissimo e lungo 13 anni, finito in Cassazione, che si concluse con la conferma della condanna pecuniaria inflitta all’amministratore condominiale, un industriale cinematografico.
La barriera di Chioma. Quella battaglia ha fatto da spartiacque e da allora nessuno ha più impedito il passaggio verso le spiagge. Il mare in gabbia è rimasto dov’è, senza dilagare altrove. Come avviene tra Castiglioncello e Quercianella, ad esempio, poco a sud di Livorno, dove una stesa di ville patrizie a picco sulla scogliera impedisce di raggiungere liberamente la battigia. Vecchie concessioni, s’intende. E dimore con vista mozzafiato, dove passava le vacanze l’ex presidente della Germania Christian Wulff (poi costretto a dimettersi) o che sono finite in mano ai russi, come quella acquistata da un dirigente del colosso Gazprom. Sta il fatto che in sette chilometri di costa - da Buca dei Corvi a Chioma - ci sono cinque passaggi al mare, dieci se s’inizia a contare da Punta Righini, solo uno facile da percorrere. Nel piano della costa previsto dal Comune di Rosignano se ne prevedevano degli altri, ma le proteste seguite alla realizzazione di un bagno di lusso hanno bloccato tutto.
Spiaggia libera cercasi. Tra la foce dell’Arno e Marina di Carrara le uniche spiagge libere di grandi dimensioni sono a Marina di Vecchiano, a Torre del Lago, alla Lecciona e tra Forte e il Cinquale. Per il resto, tranne rari casi (come quello di Tonfano o di Lido di Camaiore) dalla Versilia in su le spiagge libere consistono in strisce lunghe e strette, perpendicolari rispetto alla linea di costa. Vista la crisi è una carenza che si sente: «In pratica qui a Viareggio gli arenili sono tutti sotto concessione - spiega Letizia Debetto di Legambiente -. E ci sono state pressioni molto forti per la zona della Lecciona, dove volevano fare una strada nuova. Ma a che serve una strada se poi non ci fai stabilimenti balneari, case e alberghi?». Ci hanno ripensato, lasciando intatta una tra le zone più belle della costa toscana.
Dove si passa per il mare? A Marina di Carrara le spiagge libere grandi come un ritaglio di stoffa sono la regola. Quella della Rotonda del Paradiso, ad esempio, è l’emblema di quanto possano essere trasandati gli spazi riservati a chi non può permettersi sdraio e ombrelloni a pagamento: «Gli stabilimenti balneari, negli anni, hanno finito per occupare quasi tutte le aree a disposizione - racconta Maria Paola Antonioli, anche lei di Legambiente -. E d’inverno, quando chiudono, per ragioni di sicurezza non si passa più. Sono impacchettati, come si fa con le proprietà private». In questo modo il lungomare resta sigillato, raggiungibile solo da levante o da ponente, ancorché fruibile in tutta la sua interezza. Una situazione fotocopia a quella di Marina di Massa, dove però in estate si somma la difficoltà a raggiungere le spiagge libere: «Soprattutto a Ricortola e alla Partaccia mancano passaggi e passerelle - aggiunge Paolo Panni, anch’egli esponente ambientalista -. Al mare possono andarci i normodotati. E gli altri?»
Il modello Follonica. Gli altri, ovunque, devono utilizzare gli stabilimenti balneari, ma solo quelli più attrezzati. Eccezion fatta per Follonica, dove l’accessibilità alle spiagge è garantita dall’associazione Handy Superabile e dall'amministrazione comunale. La cittadina grossetana è una sorta di oasi per i diversamente abili, anche perché nel 2005 è stata realizzata una spiaggia attrezzata e fruibile da tutti, "Tangram", che grazie a camminamenti in legno, in plastica, scivoli e pedane permette una mobilità agevolata. Una sensibilità non comune, rintracciabile solo negli stabilimenti balneari di maggior pregio. Altrove le attenzioni s’incentrano soprattutto sulla preservazione dell’ambiente contro l’invadenza delle licenze demaniali.
La mini-sommossa e l’Eden. A Livorno, ad esempio, c’è stata una piccola sommossa affinché nessuna nuova concessione venisse rilasciata alla Cala del Leone, raggiungibile solo da chi cammina con le proprie gambe. Ma quanti possono spostarsi e vogliono godersi il mare al naturale, se ne vanno a sud. Tra Vada a Capalbio, sottraendo da questa striscia di paradiso i porti, qualche fabbrica, i centri urbani e le concessioni demaniali degli stabilimenti balneari, ci sono poco meno di 150 chilometri di paradiso. Bello e talvolta impossibile: l’assenza del turismo di massa, proprio come a San Rossore o a Montecristo, impedisce la contaminazione umana. Per arrivare sull’arenile tra Marina di Castagneto e Bibbona bisogna camminare sul bagnasciuga per chilometri. E converrebbe andare a piedi anche alla Punta delle Rocchette, raggiungibile dalla strada che costeggia la pineta di Roccamare, a Castiglion della Pescaia: non ci sono parcheggi e dunque la spiaggia è quasi un tabù. E se fosse raggiungibile a piedi, il sole di questi giorni consiglierebbe di non farne di nulla, consigliando un più comodo stabilimento balneare.
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