Il Tirreno

Livorno

Al tramonto l’aperitivo diventa multicolor

di Francesca Suggi
Al tramonto l’aperitivo diventa multicolor

Da Precisamente a Calafuria i ritmi dell’Africa si mischiano a cibi cucinati al barbecue, da Feffo happy hour alle spezie

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LIVORNO. I colori dell'Africa dietro al bancone e i sapori del barbecue nei piatti di plastica. C'è Matar che con i suoi rasta etno e la bandana supervisiona i cocktail all'ombra della Torre di Calafuria. Alla Cantine, invece, sono le acrobazie alcoliche di Mark a scandire il ritmo. Dal calasole in poi. Mai come quest'anno l'aperitivo multicolor segna la vita dell'estate labronica.

Parola d'ordine contaminazione di sguardi, arredi, profumi, musiche, esotismo in quel porto franco che proprio le origini vogliono così. Un'atmosfera che si respira a pieni polmoni lungo il litorale di fattoriana memoria. Qui Romito, Precisamente a Calafuria: è la terra della Teranga. Dell'ospitalità in salsa Senegal che riscalda l'ambiente. «Sono bravo a fare i cocktail, ma non li bevo perché sono musulmano. Comunque il mio compito è quello di supervisionare il settore bar. E' un lavoro che mi piace un sacco e che mi impegna molto»: tutte le sere si sbatte tra chiringuiti e sala, Matar, 30 anni, senegalese. Lo trovi sempre a Calafuria, sta in mezzo alla gente, occhi attenti e vigili perché tutto fili liscio. Dal tramonto in poi, sui tavolini di cristallo vip e sui king bed - lettoni matrimoniali - in terrazza, a sorseggiare mojiti e beveroni ci sono tutti: lady in short cortissimi, uomini-vintage. E mentre le casse sparano la musica del dj set, il popolo dell'happy hour sgranocchia assaggi appena grigliati sul barby - barbecue, per dirla all'australiana -, la grande novità di quest'anno che piace e non poco. Insieme a tutte le verdurine fritte e grigliate, cous cous, farro. «Curiamo molto il buffet e siamo uno dei pochi locali che con 5 euro mangi e bevi», sottolinea Enrico Catanzano che collabora con il proprietario Simone Gonnelli. E dopo una chiacchierata con Matar, i colori del Senegal tornano dal venerdì alla domenica con il percussionista Papi Thiam, uno dei più gettonati in Italia che spesso dà il ritmo alla modella, vocalist senegalese Jolie Bergere, a contratto con il Circo Nero, che quando passa da Livorno si ferma sempre ad animare la notte sulla scogliera.

Il locale che usa, oggi, fa mix. Giù i confini tra aperitivo e cena, con la formula dell'aperi-cena. Ma via anche inutili barriere e pregiudizi. Questo il motto del Bar circolo pesca di Antignano, altra grande rivelazione di chi solo con il sale sulla pelle e il vento nei capelli si sente a suo agio con il mondo. E' un circolo: senza tessera Arci niente aperitivi "ne bevi due e il terzo costa la metà" da sorseggiare tra pescatori che rientrano e il sole che si tuffa in mare e saluta tutti.

Soprattutto niente iniziative sociali come il concerto del progetto musicale-sociale Four for Africa che unisce Senegal, Burkina Faso, spettacoli comici (domani c'è quello di Claudio Marmugi).

Segui il mare: intramontabili i beveroni della Vela che tracanni seduto sulla spalletta con l'unico pensiero "di non pensare" (qui vestirsi da fighetti non paga, al massimo passi inosservato). E ancora quelli della Baracchina Rossa e del suo gazebo en plein air e degli altri locali vista orizzonte che sempre piacciono.

Qui Terrazza Mascagni, Surfer Joe: questa volta il profumo è quello californiano del mitico locale di Las Vegas Frankies Tiki room. Bamboo, sedute radical-etno su tronchi di legno, musica surf e cocktail da sperimentare come il californiano Maitai e il Rum cooler, da scolare con verdurine, frutta, pappa al pomodoro e dintorni. «Cerchiamo di proporre delle alternative ai soliti long drink», racconta Angelo che dal mercoledì alla domenica, dalle 19.30 in poi gestisce l'happy hour del locale di Luca Valdambrini.

Ma il filo al salmastro e alcol che quest'anno tira, si ferma in un'altra mecca della movida-labro: quelle cantine sugli scali Novi Lena che dalle 19 in poi pullulano di facce, tacchi alti, sandalini. Tra quelle maxi botti in rovere di Feffo'n Soda intravedi Mark: origini sudafricane, nasce in Marocco, cresce in Francia e finisce a Livorno. Una contaminazione vivente che distilla "shot” di fuoco alla cannella e mojito . «Lavoro qui da due anni, è sempre stata una mia passione e con i livornesi mi trovo benissimo», dice indaffarato a moltiplicare bevute, accanto all'altra barman Beatrice che arriva dal Cile. Da Feffo'n'Soda c'è Stefano, il titolare che sforna insalate greche, fagioli col tonno e una miriade di arrosticini di carne e pesce sulla griglia che vanno a ruba.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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