La protesta
Multati i ciclisti in via De Larderel
Decine di multe alle bici che passavano sul marciapiede. Il comandante: «C’è il divieto e c’è un pericolo per i pedoni»
LIVORNO. Un’estate in bicicletta? Macché. Apri internet e scopri che nell’ultimo mese in mezza Italia è esplosa a una vera e propria guerra ai velocipedi: da giugno a Varese è caccia aperta alle due ruote contromano, a Pescara e Cremona gli occhi dei vigili urbani si sono concentrati sulle bici parcheggiate sui marciapiede, a Senigallia due settimane fa addirittura è stata chiusa la ztl ai ciclisti.
Livorno poteva essere da meno? No. E così ieri mattina tre vigili urbani hanno allestito il loro posto di blocco sul marciapiede di via De Larderel dove da sempre i pedoni convivono (o sono costretti a convivere) con i ciclisti che provengono da viale Carducci e sono diretti verso il centro. E hanno firmato un bel pacco di contravvenzioni, mandando su tutte le furie le decine di persone fermate e multate. 24 euro per aver violato l’articolo 182 comma 4 esplicato nella seguente motivazione: “conducente di velocipede non portava il veicolo a mano”.
«I multati sono infuriati? Io credo che infuriato dovrebbe essere quel pedone che vede sfrecciarsi una bici accanto a sè mentre cammina sul marciapiede», commenta il comandante della polizia municipale Riccardo Pucciarelli. Certo che le multe alle biciclette non sono cose da tutti i giorni. Ma Pucciarelli spiega: «Normalmente, per fortuna, in questa città le biciclette non vanno sui marciapiede salvo in via De Larderel dove prima c’era la pista ciclabile ma adesso non c’è più. Mentre c’è un pericolo reale: mi chiedo che cosa può succedere se una bici travolge un bambino, si scontra con una carrozzina o urta un anziano. Ci siamo resi conto che c’era questa problematica e siamo intervenuti».
A tutti i ciclisti multati che hanno evidenziato ai vigili che i problemi del traffico livornese sono ben altri rispetto alle biciclette che viaggiano sul marciapiede, Pucciarelli risponde secco: «Noi controlliamo tutti gli aspetti del codice della strada, chi viola le regole deve essere sanzionato. O forse dovremmo evadere tutti le tasse accampando la scusa che ci sono evasori fiscali più grandi?».
Ma il blitz anti-bici chiaramente fa discutere. Perché se da un lato ci sono cartelli enormi che indicano la fine della pista ciclabile che arriva da viale Carducci e vietano il passaggio delle due ruote sul marciapiede, dall’altro è anche vero che la pista c’era, che è stata tagliata e che gli amanti del velocipede da anni contestano sia quell’interruzione che la mancanza di una rete ciclabile che faciliti l’uso delle due ruote dando un po’ di fiato al traffico cittadino. E così la raffica di multe di ieri ha avuto il potere di riaccendere la polemica ed evidenziare le incongruenze: possibile che nella città in cui si sta investendo per far (ri)partire l’idea fallita vent’anni fa delle bici a noleggio, la viabilità sia ancora caratterizzata da enormi interruzioni delle piste ciclabili che obbligano i ciclisti ad unirsi al traffico delle auto in strade caotiche come via De Larderel (ora anche stretta per la presenza degli stalli di parcheggio) o in alternativa rischiare la multa?
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