Sicurezza
LE OPINIONI
IL COMMERCIANTE Due carte: fortezze e turismo Daniele Simoni, 35 anni, presidente del centro commerciale naturale della Venezia: «È il turismo la leva per il rilancio. Abbiamo due fortezze...
IL COMMERCIANTE
Due carte: fortezze e turismo
Daniele Simoni, 35 anni, presidente del centro commerciale naturale della Venezia: «È il turismo la leva per il rilancio. Abbiamo due fortezze spettacolari e la Venezia può essere il quartiere della rinascita. Perché non fare un Effetto Venezia ogni fine settimana, per tutta l'estate? Dobbiamo far rivivere Livorno con iniziative, spettacoli, mercatini. Serve l'impegno di tutti: amministrazione, commercianti e residenti. Riapriamo e finalmente sfruttiamo entrambe le fortezze, anche per il dopocena: questi due contenitori, insieme, potrebbero trascinare commercio, turismo e tutto quello che c'è dietro».
L’aTLETA
Palio nuovo a caccia della tradizione
Mauro Martelli, 45 anni, campione di canottaggio e presidente di Sportlandia: «La Livorno che verrà dovrà riscoprire cultura e tradizioni. Valorizziamo la storia: come facciamo a far apprezzare Livorno ai turisti, se prima non conosciamo noi stessi la sua bellezza? Quanti livornesi hanno fatto il giro dei fossi in battello? Quanti hanno visitato le fortezze? Dobbiamo riappropriarci della nostra cultura, e farla conoscere ai giovani. Il Palio marinaro può essere un punto da cui partire, non come semplice giornata di svago, ma come un momento in cui si riaccendono la passione e l'identità. L'atmosfera del Palio dovrebbe coinvolgere la città con feste rionali, cene e spettacoli. La riforma del Palio, se fatta con attenzione, sarà un'opportunità per riscoprire il senso di appartenenza».
L’ARTISTA
Bello è vivibile: spazio alla cultura
Renato Spagnoli, 84 anni, artista e autore della "A" di piazza Attias: «Livorno merita di essere abbellita da un punto di vista estetico. Uno spazio più bello è più vivibile. È da apprezzare la riqualificazione di piazza Mazzini e piazza Attias. Per la cultura, dovremmo fare una ricognizione degli ultimi 50-60 anni, riscoprendo e rivalutando un percorso artistico che va dalle generazioni passate ai giovani pittori e scultori. I giovani sono la nostra grande risorsa. Proprio quelli che stanno abbandonando la città. Livorno deve creare nuove opportunità, perché non può fare a meno di loro».
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