Il dolore
«La continuità è garanzia»
Raugei: il mio partito non si faccia prendere dal “renzismo”
LIVORNO. «Cosa voglio dire ora al mio partito? Lo invito a una maggiore capacità di analisi e a fare scelte politiche che non cavalchino l’ondata del “renzismo”. Il partito è qualcosa di più degli uomini che lo governano». Enzo Raugei, presidente uscente della Compagnia e ora unico candidato passato al primo round, si leva qualche sassolino dalla scarpa ma senza urlare troppo: non gli piace.
Mai come stavolta il voto era incerto...
«Non c’era niente di scontato: una situazione difficile da fronteggiare, un piano di sacrifici portato all’assemblea e poi la candidatura da solo, fuori dal mio partito...».
Ma il livello dei consensi è assai più basso delle votazioni precedenti.
«Poteva essere più largo se le scelte fossero state altre».
Da parte di chi?
«Di chi mi voleva rottamare».
E ora?
«C’è da guardare avanti: c’è da costruire. E la continuità della presidenza è una garanzia. Non è forse vero che in assemblea ho portato un piano di sacrifici? Eppure i lavoratori hanno detto sì con una maggioranza “bulgara”: nei momenti critici i portuali non perdono la testa».
Lei dice che sarà senz’altro confermato presidente?
«Dopo un risultato del genere, sarebbe naturale. Ma non mi meraviglio più di nulla».
Le è anche consigliere comunale: contraccolpi del suo scontro col Pd?
«Non credo, sono stato votato dai cittadini in una lista e in quel gruppo resto. È una questione di stile e responsabilità».
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