Il Tirreno

Livorno

Cosimi: «Mi dimetterò se il Pd non mi sosterrà»

di Juna Goti
Cosimi: «Mi dimetterò se il Pd non mi sosterrà»

Si dice dispiaciuto per la decisione di Sel di uscire dalla maggioranza e assicura che «non c’è deriva centrista nelle nostre scelte»

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LIVORNO. «Prendiamo atto con dispiacere dell’uscita di Sel dalla maggioranza. Non c’è deriva centrista nelle nostre scelte, ascolteremo tutti. Se non ci sarà più la fiducia del mio partito sarò a disposizione della città. Non metterò a disposizione le mie dimissioni, mi dimetterò, che è cosa diversa». Lo ha detto ieri mattina il sindaco Alessandro Cosimi dopo avere aperto il consiglio comunale.

Cosimi ha parlato alle opposizioni, agli ex o possibili futuri alleati. E anche al suo partito. Come quando ha ripetuto che «in questa fase di responsabilità che richiede più sacrifici che soddisfazioni» ci sarà un «impegno totale del gruppo del Pd per dare risposte alla città». Un gruppo formato da 21 consiglieri più il sindaco e rimasto solo dopo i litigi con Sel e Idv: la maggioranza per far passare le delibere è di 21 voti.

Il capogruppo Pd Massimo Gulì assicura che «per senso di responsabilità faremo in modo che il mandato si chiuda a scadenza naturale, portando a termine percorsi di sviluppo per la città». Andrea Romano, neocoordinatore provinciale di Idv, va all’attacco sostenendo che «il Pd non ha i numeri per governare da solo, se si guardano i voti raggiunti alle amministrative è sotto il 50 per cento».

Il capogruppo di Sel, Lamberto Giannini (anche lui nei giorni scorsi ha parlato di «accanimento terapeutico se non si andrà a votare insieme alle politiche»), sottolinea che «in Comune i segnali di distanza politica sono stati tanti: una distanza di metodi e di vedute, non solo a livello nazionale, ma locale». Cosimi fa notare che «il vostro segretario il giorno prima di rompere è venuto a pranzo con me e col segretario del Pd senza dire una parola sull’uscita dall’alleanza».

Nel corso del dibattito si registrano le aperture al dialogo proprio dell’area centrista (assente Gianfranco Lamberti). Andrea Romiti (Italia Futura) attacca Sel che «guarda ancora al Novecento e alle politiche assistenzialiste». Salvatore Capuozzo (Udc) invita Cosimi ad «andare avanti con la sua maggioranza, che è comunque una maggioranza assoluta».

Dure, invece, le opposizioni. «Sarebbe meglio se il prossimo anno i livornesi potessero scegliere un nuovo sindaco», dice Bruno Tamburini (Pdl). «Questa maggioranza – ripete Marcella Amadio (Pdl) – non è che è in crisi: non esiste. Sono qui dal ’95 e una situazione del genere non si è mai verificata. Sel si è sempre lagnata per avere poltrone, mentre Lamberti cerca una nicchia in maggioranza: intanto le commissioni sono ingessate e a rimetterci è la città».Tiziana Bartimmo (Rifondazione) parla di «immobilismo».

Ma è proprio rivolgendosi alla sinistra che il sindaco chiude il suo intervento: «Non ci accoccoleremo su posizioni moderate. Preparatevi a una battaglia campale, culturale in città, perché sosteniamo che c’è una sinistra che può governare i problemi, avendo davanti a sé le scelte che si stanno facendo in Regione».

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