Gioco
Fra le suore di clausura il funerale dell’ex dirigente comunista
L’abbraccio della città a Massimo Guantini, morto a 63 anni. Il sindaco Cosimi: per me è stato un fratello
Neanche se fosse stata grande il triplo la chiesetta del monastero di clausura del Carmelo avrebbe potuto contenere le centinaia e centinata di persone che hanno voluto dare l’ultimo abbraccio a Massimo Guantini, morto venerdì a 63 anni per un tumore.
C’erano tantissimi suoi compagni di militanza nella sinistra – ma anche avversari politici, come ad esempio l’editore Guido Guastalla - a dare l’addio a Guantini, uomo dal curriculum di primo piano nel Pci fino a diventare segretario cittadino e capogruppo in Comune nel Pds-Ds (ma anche come con incarichi da assessore sia in Provincia che, tre legislature più tardi, in Comune nella prima giunta Cosimi con la delega alla cultura).
Nel corso della liturgia funebre, monsignor Paolo Razzauti, vicario per la città, ha letto alcune riflessioni sul proprio rapporto con Dio fatte negli ultimi mesi da Guantini (che aveva personalmente scelto il convento di via delle Carmelitane per le proprie esequie).
Il sindaco Cosimi, visibilmente commosso, ha dedicato a “un amico che per me era un fratello” un brano di Sant’Agostino: “La morte non è niente. Sono solamente passato dall'altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora”.
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