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Livorno

la Scarcerazione di claudio Degrate

«Non può più fare raggiri» Il manager a casa in treno

«Non può più fare raggiri» Il manager a casa in treno

DALL’INVIATO A TORINO. È arrivato a Torino giovedì mattina a bordo di una camionetta della polizia penitenziaria ed è tornato su una carrozza del treno Intercity arrivato a Livorno nel tardo...

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DALL’INVIATO A TORINO.

È arrivato a Torino giovedì mattina a bordo di una camionetta della polizia penitenziaria ed è tornato su una carrozza del treno Intercity arrivato a Livorno nel tardo pomeriggio di ieri.

È durata poco più di 24 ore la detenzione di Claudio Degrate il manager livornese di 57 anni, vice presidente della De Tomaso automobili spa arrestato due giorni fa all’alba con l’accusa di truffa in concorso ai danni dello Stato per i presunti raggiri effettuati dai vertici della società per accaparrarsi finanziamenti pubblici per i corsi di aggiornamento utilizzati poi in tutt’altro modo.

Determinante nella decisione del giudice per le indagini preliminari che ha ascoltato il manager nel carcere delle Vallette la produzione dei suoi legali, gli avvocati Massimo Girardi e Gabriele Rondanina, della sentenza con la quale il tribunale di Livorno ha dichiarato il fallimento, la settimana scorsa, della società automobilistica. «In questo modo – conferma l’avvocato Girardi – decadono due dei presupposti a sostegno della necessità di una misura cautelare: la reiterazione del reato e l’inquinamento delle prove».

In quasi due ore, tanto è durato l’interrogatorio, il manager avrebbe spiegato al giudice di «non sapere che quella fideiussione», presentata al ministero del Lavoro il 25 luglio dello scorso anno «fosse falsa». La strategia difensiva, a questo punto sembra chiara, sia Gianmario Rossignolo che il suo braccio destro sosterranno, per questa parte dell’inchiesta, di essere a loro volta vittima del broker che ha procurato la polizza.

I due indagati però dovranno anche spiegare perché una servizio che sarebbe dovuto costare 300mila euro, tanto chiede la Confidi per polizze simili, sia stato pagato cinque volte tanto e soprattutto perché il 10% di quei soldi una settimana dopo essere stati versati sul conto del broker siano tornati nelle casse della De Tomaso. (f.l.)

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