Il Tirreno

Livorno

Da domani in regalo i fascicoli della nostra storia

di Mauro Zucchelli
Da domani in regalo i fascicoli della nostra storia

Appuntamento nelle edicole il martedì, il mercoledì, il giovedì e il venerdì per 20 numeri. Gratis con Il Tirreno avrete anche il raccoglitore

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LIVORNO. L'avete mai visto il film in cui Alberto Sordi nei panni di un militare viene beccato dai nazisti nei pressi della Puzzolente o quello in cui Jean Paul Belmondo interpretava il personaggio del Livornese?

Ve l'hanno mai detto che Stanislaw Poniatowski, gran tesoriere di Lituania, imparentato con le teste coronate di Polonia, abitava a Villa Letizia?

L'avete mai assaggiato quel "cognacche al latte" così labronico e firmato Tuoni & Canepa che, acquisto da un megagruppo del Kentucky ha conquistato i bar di Oltre Atlantico?

Sulla scia dell'amarcord un fotogramma tira l'altro: c'è qualcuno che ha ascoltato lo scrittore Aldo Palazzeschi descrivere il jet set della mondanità europea che sbarcava qui da noi, compresa la principessa russa che "veniva con ventotto bauli, cento vestiti e duecento paia di scarpe"?

Chi l'avrebbe ipotizzato che Montenero cent'anni fa aveva pensato, con un progetto degli Orlando, di trasformarsi in una cittadella delle terme chic?

L'avreste mai immaginato che, ben prima della De Tomaso di Rossignolo, Livorno aveva sognato di avere una fabbrica di automobili?

Era la Fabbrica Automobili Barison & C., aveva un marchio rotondo a scacchi bianchi e neri in un cerchio, ma quel motore da quasi 2500 cc aveva un guaio che impedì di avviarne la produzione…

L'elenco potrebbe continuare a lungo. Anzi, possiamo usare l'indicativo: continua. Dove e come? Nei venti fascicoli che da domani Il Tirreno manda in edicola in regalo con il raccoglitore per i lettori del giornale. Dopo l'appuntamento domenicale dell'esordio, questi racconti sulle orme del come eravamo (e, forse, del come saremo) potrete trovarli - sempre gratis - il martedì, il mercoledì, il giovedì e il venerdì acquistando il nostro giornale.

Nessuna pretesa di scrivere la storia di Livorno: è un lavoro che spetta a chi fa lo storico di mestiere. Ma il tentativo di costruire un senso non può essere una questione che riguarda solo e soltanto una casta di intellettuali, un gruppetto di addetti ai lavori, una cerchia di studiosi e esperti. Riguarda necessariamente tutti la "narrazione" di quel che rappresenta la fibra della nostra identità presente: ciascuno se la costruisce con i "mattoni" che ha, con l'"intonaco" che vuole. Con il passo del racconto da cronista proviamo disegnare non la Storia con la maiuscola bensì una serie di "Memorie per il futuro" – come recita il titolo di questa iniziativa del Tirreno – in grado di offrire spunti per cercare di vedere l'oggi con uno sguardo un po' più lungo. Magari scoprendo che questa "macchina del tempo" può aiutarci a scovare nelle nostre radici tanti motivi di orgoglio per una storia collettiva francamente un po' speciale, parecchio fuori dal consueto.

Per accorgersene basta ricordare che: 1) è un circolo sportivo livornese il club che in tutto il pianeta ha conquistato più medaglie olimpiche; 2) c’è una chiesa che, nata come uno dei primi templi anglicani d’Italia, è passata poi ai cattolici e adesso ospita anche gli ortodossi del ramo rumeno; 3) per un anno Livorno strappò a Monza il Gran Premio automobilistico chiamando a correre sul lungomare gli assi del volante; 4)per arrivare a Ardenza si usava l’”ippoferrovia” con un tram trainato da cavalli, facendo infuriare i 400 vetturini che vedevano vacillare il lavoro; 5) il pittore fiorentino Primo Conti veniva in vacanza a Antignano nella villa che il padre aveva acquistato dall’ amante di Vittorio Emanuele II e, attraverso un sottopassaggio, arrivava direttamente sul mare...

Sì, la nostra storia è un puzzle di tasselli: brillanti intuizioni, sconfitte brucianti, eroismi e salti in avanti. Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così che abbiamo noi prima di andare in Borgo, all’Ardenza o sul Pontino.

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