Il Tirreno

Livorno

Lavare frutta e verdura Potrebbe esserci diossina

Lavare frutta e verdura Potrebbe esserci diossina

L’avviso del sindaco per chi abita o possiede terreni a 300 metri dall’azienda Rilievi dei tecnici Asl e Arpat per valutare i livelli di inquinamento del terreno

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LIVORNO. Lavare accuratamente frutta e verdura raccolte nell’arco di 300 metri dalla Lonzi. Inoltre, non ingerire e non far mangiare agli animali i cereali coltivati nello stesso raggio di riferimento. Un avviso emanato dal sindaco Alessandro Cosimi che contiene accorgimenti da seguire fino a quando non saranno noti i risultati dei rilievi effettuati dall’Arpat. Lo ha sottolineato ieri l’assessore comunale all’ambiente Mauro Grassi, che ha seguito il caso sin dalle prime ore del giorno insieme all’Arpat e all’assessore provinciale Nicola Nista.

«Monitoreremo l’aria e i terreni in tre zone della città per verificare la presenza diossine ed idrocarburi ipa che si sono liberati nel corso dell’incendio in quanto per tra i rifiuti bruciati c’erano sostanze plastiche - ha detto Stefano Rossi, responsabile del dipartimento di Arpat Livorno - Dovrebbe trattarsi comunque di un quantitativo di modeste proporzioni, anche grazie ai venti che hanno contribuito a disperdere le sostanze». In realtà, fino alle 7 il vento da nord est ha contribuito a spingere la nube verso la città. Poi è ruotato verso sud e poi sud-ovest. I risultati sulla diossina saranno pronti fra una settimana. I tecnici dell’Asl che si occupano della sicurezza alimentare, Mauro Mirabelli e Nunzio Strusi , hanno spiegato che «la diossina e gli ipa si accumulano nel tempo nella catena alimentare attraverso i grassi. Per questo si potrebbe creare rischio per il latte animale».

«L’attività dell’impianto della Lonzi per ora è sospesa, almeno in entrata nel senso che l’azienda può solo far uscire le balle già impacchettate - ha detto Andrea Rafanelli, dirigente provinciale del settore Rifiuti - I materiali bruciati invece sono stati messi in quarantena per essere analizzati».

Resta aperta la questione dello spostamento della Lonzi in un’area extraurbana. «Due sono gli obiettivi che ci proponiamo - ha detto l’assessore Grassi - coordinare i controlli sulle aziende che devono stare dentro processi autorizzati e renderli trasparenti. Ma principalmente rendere l’area più salutare». L’assessore Grassi ieri mattina ha incontrato i comitati anti-Lonzi che da anni chiedono che la ditta venga spostata: «Occorrerebbe liberare l’area - ha detto- ma il trasferimento non è un processo coatto, è una operazione lunga, complessa, costosa e difficile dal punto di vista urbanistico». L’assessore ha comunque annunciato che una delle aree candidate a ospitare la Lonzi, Puntone del Vallino, sarà messa in sicurezza idraulica entro un mese.

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