Sicurezza
Che brutta fine per quell’idea
«Non poteva esserci un piano B. E ora chi ha sbagliato paghi»
LIVORNO. «È ingloriosa la fine di un percorso nel quale abbiamo cercato di trovare tutte le occasioni per portare al lavoro gli ex dipendenti della Delphi». Parte da qui la reazione del sindaco Alessandro Cosimi alla notizia dell’arresto di Rossignolo.
Non ci sta a finire sulla graticola e se, da un lato, dice che l’iniziativa della Procura torinese «dà conferma ai dubbi che negli ultimi mesi erano emersi con sempre più forza», dall’altro, sottolinea che la Spil controllata dal Comune (come Regione e ministero) «farà di tutto per recuperare le somme che in qualche modo avevano determinato un aiuto alla De Tomaso». Cioè un prestito obbligazionario per una cifra pari a 480mila euro.
Ma non ha qualcosa da rimproverare a sé stesso nell’operazione Delphi-Rossignolo? «Per me – risponde – è stato un progetto che ci ha dato una speranza: è stato vagliato e certificato in molte altre sedi attente e importanti».
Poteva però esserci un “piano B” per non rimanere agganciati a Rossignolo come unico salvatore. È un’accusa che Cosimi respinge al mittente: «Un “piano B” lo può avere il ministero. Ma proprio dal ministero mi è stato detto: caro sindaco, in questi tempi così difficili pensa che ci siano in giro così tanti investitori da avere anche un “pianoB”? Mi dovrei rimproverare di aver creduto a un progetto che, se fosse stato realizzato, avrebbe creato una prospettiva di sviluppo nuova?». Poi aggiunge: «Siamo truffati, non truffatori» (tenendo a precisare comunque che «ammesso che le accuse a Rossignolo trovino riscontro definitivo»).
Ora per il sindaco la priorità numero uno è garantire i lavoratori perché non ci siano guai e intoppi sul fronte della cassa integrazione: «Ho parlato con l’assessore regionale Gianfranco Simoncini e con il dirigente ministeriale Castano per riposizionare la questione dopo il fallimento: insomma, continuiamo ad operare perché venga assicurata la prosecuzione della cassa integrazione e si possa così avere il tempo e il respiro per trovare soluzioni diverse». Fermo restano, sia chiaro, che «chi ha sbagliato deve pagare e saremo inflessibili nel perseguirlo in tutte le sedi possibili».
Da Firenze prende la parola l’assessore Simoncini: «Auspichiamo che l'indagine della magistratura, alla quale i nostri uffici hanno dato piena collaborazione, possa permettere di fare piena luce su una vicenda che ha prodotto costi sociali rilevanti e che, a fronte di una disponibilità ed attenzione da parte della pubblica amministrazione a sostenere un progetto industriale per favorire la rioccupazione dei lavoratori, sembra mettere in luce comportamenti intollerabili che, se confermati dovranno essere perseguiti con grande durezza».
La Regione e le sue collegate – dice l’assessore – «hanno predisposto tutti gli atti a tutela delle risorse messe a disposizione del progetto, sia con gli atti ingiuntivi predisposti da Fidi e Sici, sia con l'avvio dei procedimenti di revoca dei finanziamenti concessi a seguito di bandi pubblici. Proseguirà l’impegno per costruire nuove prospettive di lavoro per gli ex Delphi in stretto collegamento col ministero».
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