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Villa Morazzana, dopo l’estate ripartirà l’affidamento
LIVORNO. «A settembre riapriremo la procedura pubblica per il recupero di villa Morazzana». A rivelarlo è l'assessore Paola Bernardo nella riunione della quinta commissione consiliare. A sollevare la...
LIVORNO. «A settembre riapriremo la procedura pubblica per il recupero di villa Morazzana». A rivelarlo è l'assessore Paola Bernardo nella riunione della quinta commissione consiliare. A sollevare la discussione è l'interpellanza del consigliere Cannito (Città Diversa). Due gli aspetti sotto la lente d'ingrandimento: da un lato il timore di un abbandono della storica struttura che chiuderà i battenti il 20 luglio, dall'altro la preoccupazione per il futuro dei 39 profughi nordafricani ospitati nell'edificio.
«Villa Morazzana – risponde l’assessore – non è mai stata abbandonata. Fino all'anno scorso era adibita a ostello della gioventù, poi abbiamo risposto alla richiesta della Regione per l'accoglienza dei profughi. Già si sapeva che il Comune non avrebbe rinnovato il contratto, in scadenza il 20 giugno, con il gestore (Andrea Sgarallino, ndr), ed è stata indetta una manifestazione d'interesse per raccogliere idee su come usare la struttura».
Le proposte ricavate sono numerose: 5 si basano sul mantenimento dell'ostello, altre invece optano per servizi di assistenza sociale, centri di riabilitazione, ecc. Il percorso intrapreso dal Comune è stato però stoppato da due imprevisti: la richiesta della Regione di prolungare l'accoglienza dei profughi fino a dicembre e l'intervento dell'Asl che ha ravvisato il mancato rispetto delle norme igieniche. «Cosa – puntualizza Bernardo – che impedisce di ospitare i profughi per il periodo successivo».
L'assessore al sociale Gabriele Cantù segnala che «la giunta ha espresso difficoltà per la sistemazione delle 39 persone, vista l'emergenza abitativa. La Protezione Civile Toscana sta valutando con noi altre possibili accoglienze, almeno per una parte dei profughi».
Giannini (Sel) va su tutte le furie: «È disumano considerare i profughi un problema da Protezione Civile. Non c'è stata la volontà di creare un ponte con la città. Livorno ha sbattuto la porta in faccia a 39 individui». E Paolo Fenzi (Pd) ammette: «C'era un atto di indirizzo affinché l'emergenza-profughi fosse affrontata anche in termini sociali e culturali. Forse si poteva fare di più».
Romano (Idv) accusa l'amministrazione di essere «un re Mida al contrario: ciò che tocca non si trasforma in oro, ma in ferro arrugginito». Tamburini (Pdl) lamenta la mancanza del vicesindaco Picchi, responsabile dei rapporti con la Protezione Civile, mentre Amadio (Pdl) parla di «approccio ideologico e ottuso» dei colleghi: «Se i soldi non ci sono è inutile fare moralismi. Piuttosto garantiamo in villa Morazzana un servizio per la collettività». «I profughi – chiude Capuozzo – hanno forse più diritti di chi perde casa o lavoro. Magari intervenisse la Protezione Civile anche per gli sfrattati…».(g,c,)
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